V'ha nulla di più semplice e naturale d'un invito fatto a persona sofferente, ridotta in condizione meschina?

Cecilia Rigotti, colpita da una fiera disgrazia, non doveva affatto ricordare l'ardita, orgogliosa, insopportabile fanciulla di pochi mesi prima. La mano dell'avversità aveva in un punto oltraggiati quei vivaci fiori di cui faceva pompa la sua vita; era scesa una nube sull'artificiale splendore di quella stella che per risplendere aveva d'uopo delle gioie del mondo.

Le nature medesime piene di audacia e di difetti piegano presto alla tempesta; e quell'occhio provocante che non più lontano di ieri vi dava noia, vi irritava colla baldanza soverchia, oggi, bagnato delle sue prime lagrime, cerca le vie del cuore e riesce a trovare pietà.

Quale è l'antipatia, sia pur grande e giustificata, che sappia mantenersi nella sua piena crudezza verso la persona che soggiace ad un tratto a terribili patimenti? l'odio stesso vien meno allo spettacolo di un nemico che piange, e Paolina Zaeli non avrebbe saputo cancellare dall'animo una lieve ruggine, una impressione sgradita, per compiere tranquilla e compiacente un'opera buona verso una povera giovane i cui torti non avevano infine un carattere grave per lei!

A tutti questi pensieri Paolina rispondeva—non è giusto che io mi tenga all'ostinazione del no, è cosa indegna di un animo gentile e se ne faranno le meraviglie!… mio padre, tenace come è nelle sue idee, verrà a stordirmi con cento ragionamenti; mio marito, così finamente educato, si sentirà urtato dalla mia volgare durezza e forse… nella curiosità di conoscerne la causa, potrebbe di dubbio in dubbio fermarsi a quello della gelosia… No, no! arrossirei, morirei di vergogna dinanzi allo sguardo di mio marito, che non sarebbe più dolce per me. No, questo tarlo dell'anima che è il mio travaglio, il mio dolore, il mio inferno, stia pur sempre nascosto!… vi vuol del coraggio… saprò dominare me stessa, saprò trionfare d'una sciocca apprensione, perchè… è una sciocca apprensione; sì, decisamente, sono frivolezze da mettere da un lato.

Sorse in piedi, andò ad aprire una imposta, parendole che un raggio di sole dovesse aiutarla a vincere la battaglia.

—Come? continuò gestendo, animandosi, interrogando la sua bella persona riflessa dal grande specchio posto su la parete. Sarebbe strano ch'io ricusassi di compiere un atto di carità in grazia di una impressione già svanita!… ch'io volessi stoltamente dare pascolo ad una mia brutta tendenza, mentre appunto mi si porge la occasione di vincerla, di liberarmene affatto! Sono risoluta. Ecco quel che faccio…. Scrivo due parole a Zaeli, le mando tosto per l'ortolano, dico così…

Prese carta, penna e scrisse in fretta in fretta, un tantino esaltata, un tantino tremante: «Ho cangiato di parere. Mi è venuta in mente una massima di Mantegazza cui adoro: se volete vincere una antipatia fate una gentilezza a chi vi è antipatico. Va in persona a casa della signora Rigotti, prega la Cecilia di venire in campagna. Le farà del bene alla salute, povera ragazza!… Se può venire oggi stesso, sarà cosa gradita per me… Sono allegra e felice. Ti aspetto prima del solito.»

Prima di chiudere, lesse, stette un momento titubante, poi aggiunse in un angolo: «Se non trovi il tempo d'andare tu stesso a casa dalle Rigotti, manda una riga a mio padre e pregalo di condurre la Cecilia.»

Si sentì sollevata dopo aver messa la poscritta, chiuse, suggellò e mandò la lettera. La risoluzione era stata bellissima, n'era soddisfatta, ma le costava una grande fatica.