Poi da capo l'egregio dottor Grim*** si rivolgeva alla figliuola e con uno sguardo, con una carezza, con un sospiro significantissimo le susurrava all'orecchio:—Via, Paolina, via… offri i tuoi risparmi a Cecilia! possibile che tu non abbia qualche risparmio in fondo al cassetto?
Gli stava a cuore che Cecilia andasse con l'aiuto di Dio e del prossimo, fra le cappuccine, Ora che nella ridente prospettiva dell'avvenire stava a magnifica immagine l'ottima vedova Rigotti rivestita del triplice manto di sposa, di madre, di governante.
Paolina s'impazientiva, si crucciava col padre, esternava la sua disapprovazione per la vita monastica, e Cecilia Rigotti nell'amarezza dell'avvilimento mordeva tacita l'ingrato stame di cui le si intesseva l'esistenza.
* * *
Una sera l'avvocato Zaeli prima di coricarsi stava seduto alla scrivania facendo conti, rimescolando carte, ripartendo il denaro riscosso il giorno medesimo.
Sua moglie girava qua e là riponendo oggetti di toeletta senza darsi pensiero di quello che faceva Zaeli.
—Questo per il mercante che ho pagato solamente a metà…; questo per l'ebanista che mi fece i mobili del gabinetto e al quale diedi un acconto meschino…; questo pel tappezziere…; questo pel sarto… Vi è altro?
—Che cosa dici? domandò Paolina ferma a due passi.
—Dico che non mi par vero di togliermi subito domattina il pensiero dei debiti. Erano debiti di nozze! guarda, eccoli estinti.
E accennò alla moglie i mucchietti di conti disposti in fila.