Cecilia mostrò di averne saputo abbastanza, ma Tonino era solo a metà strada della conversazione.

—Signorina Rigotti!… ho qualche cosa da darle.

—A me?

—Aspetti un momento, tanto che Paolina si determini a volgere i passi a destra od a sinistra. Io so come van fatte le cose, aggiunse cacciando le mani nelle tasche dei pantaloni e girando a testa alta come un uomo di mondo.

Paolina rasentava la siepe; giunta alla svolta del campo, s'inoltrò finalmente verso la collina.

—La roba è qui sul mio petto, ripigliò il giovane fermandosi di fronte a Cecilia.

—Ma di qual roba parlate?

—Di quella che mi ha consegnato il signor maestro Polli e che debbo depositare nelle mani di lei. Il Polli, del resto, è un vero pollo spennacchiato e granelloso fino alla radice dei capelli, il che però non impedisce che sia un uomo molto piacevole e spirante bontà. Faccio la consegna, signora Rigotti?

—Vediamo infine di che cosa si tratta,

—Ecco: si tratta di una lettera che io le porgo in ginocchio, ad imitazione d'un paggio. Va bene così?