—È… che cosa? fece Paolina impallidendo al magnifico pallore di suo marito.

—È il patrimonio dei nostri figliuoli! è una polizza di assicurazione sulla vita… sono ventimila lire che io regalo alla mia famiglia nel giorno della mia morte.

Paolina gettò un grido, gettandosi spaventata fra le braccia di suo marito.

—Bambina! hai paura che io muoia? disse il giovane dopo un breve silenzio rotto dal pianto sommesso di Paolina e dai baci ch'esso poneva su la fronte di lei. Rincorati, anima mia, ti svelerò il recondito bene che si racchiude in questo foglio di carta.

* * *

Seduto sopra un rialzo che dominava la bella campagna e la città rosseggiante di luce, l'avvocato Zaeli tenendo chiuse in una mano le due mani di Paolina, le dava spiegazione del contratto rappresentato nella polizza che le aveva fatto vedere, leggendo un libricino dalla copertina azzurra, che teneva nella destra.

—Per esempio, Paolina, tu che mi parli di morte e credi superstiziosamente che la si inviti a venire con un contratto di assicurazione su la vita, ascolta queste righe che, meglio di quanto ti posso dire io stesso, ti persuaderanno: «…. Non è senza interesse notare che chi entra nel consorzio degli assicurati della Reale Compagnia è ben lungi dall'aver fatto un patto con una morte prematura. Tutt'altro! è entrato anzi per questo fatto in società con una classe di persone che dietro dati sicuri hanno una mortalità inferiore a quella generale dimostrata dalle statistiche.» Imperocchè, Paolina, continuò l'avvocato posando il libretto sulle ginocchia, sappi bene che la Reale Compagnia non fa contratti con gente ammalata! e colui che appartiene alla società è in conseguenza più che sicuro dell'ottimo stato della propria salute, avendo in questa polizza un certificato di buonissima costituzione. Ne sei persuasa, Paolina?

—Giacchè tu lo dici, sì! ma ti amo tanto!

—Cara Paolina! e temi d'un triste augurio? Oh! no, no. Dividi con me la fiducia, o meglio la convinzione che io ho fatta un'azione più che commendevole, onesta; più che fruttuosa, splendida.

—Ma senti, Zaeli! tu vivendo com'io voglio e vorrà anche Iddio fino alla tarda vecchiaia, non potrai fare, in via di risparmio, il bene dei tuoi figliuoli? quelle ventimila lire che loro assicuri mediante un pagamento annuo, non puoi ammassarle nel tuo cassetto?…