I documenti da noi riportati a pag. XXXI-XXXVI furono rinvenuti nell'Archivio di Stato di Siena dal compianto Luciano Banchi.

[38] =Pecci G. A.= _Continuazione delle memorie storico-critiche della città di Siena fino all'anno M.D.LII._Siena, Bindi, 1758, vol. III, pag. 143.

[39] Sonetto XXXVI.

[40] =Biagi G.= op. cit.--=Bongi S.= _Il velo giallo di Tullia d'Aragona_. Estratto dalla _Rivista critica della letteratura italiana_, anno III, n. 3, marzo 1886.

[41] "Le meretrici non possino portare vesti di drappo e seta d'alcuna ragione, ma sibbene quante gioie e quanto oro e argento esse vorranno, et sia tenuta portare un velo, o vero sciugatoio o fazzoletto o altra peza in capo che habbi una lista larga un dito d'oro o di seta o d'altra materia gialla e in luogo che ella possa essere veduta da ciascuno; et tal segno debbia portare a fine che elle sien conosciute dalle donne da bene e di honesta vita, sotto pena se la ne mancheranno di scudi dieci in oro di oro di sole per ciascheduna volta che le trasgrediranno e sian sottoposte al Magistrato delli spettabili Otto di Balìa, alli spettabili Conservatori di Legge, et alli Offitiali dell'Honestà intra li quali magistrati habbi luogo la preventione da distribuirsi come l'altre pene che di sotto si dichiareranno. (=Contini=. _Legislazione toscana_, vol. I, pag. 332).

[42] Edita dal =Bongi=, op. cit., ed ancora dal =Biagi=.

[43] Archivio di Stato in Firenze. Luogotenenti e Consiglieri di S. E. il Duca di Firenze. Deliberazioni, _ad annum_.

[44] "La S.ra Tulja d'Araona a fronte alle dette dee dar per sua tassa imposta come di sopra S. 40--4". Archivio di Stato in Roma, _Fabbriche camerali_.

[45] Il testamento fu rinvenuto nell'Archivio di Stato di Roma dall'archivista Cav. Costantino Corvisieri.--"Del 1556 a dì 2 de marzo. Al nome di Dio, &. Io Tullia de aragona sana per gratia di Dio de mente et intelletto benchè inferma del corpo volendo disporre dei miei beni acciò che doppo morte mia non ne nasca ad alcuno lite o scandalo, ordino et faccio il mio ultimo testamento et mia ultima volontà in questo modo che seguita, cioè: In prima racomando l'anima mia all'altissimo Dio et alla sua gloriosa Madre Vergine Maria et a tutta la corte del cielo. Lasso alla Lucretia mia creata moglie di Matteo hoste questo fornimento di camera cioè queste spalliere verde et questo letto ove io ora giaccio con suoi matarazzi, lenzuoli para uno et una coperta, fuorchè lo sparviere, et più una vesta di rascia negra usata aperta denanzi;

Item un roverso rosso nuovo, cioè una sottana de roverso, una saia biancha listata de pagonazo et una lionata, una montatura a la romana, cioè panno listato et lenzolo, dieci scudi d'oro et sia pagata del vino che io ho havuto da lei;