[V. 1 B. l'avara; C. D. empia.]
XXII. -- Al Colonnello Luca Antonio
Poi che rea sorte ingiustamente preme
voi, ch'alto albergo sete di valore,
sento, spirto gentil, un tal dolore,
che con voi l'alma mia ne giace insieme.
L'anima mia ne giace, e 'l petto geme,
di non poter mostrar nel riso il core,
a voi, cui bramo con perpetuo onore,
piacer servendo, insino a l'ore estreme
Il disìo d'ora in ora a voi mi porta:
quindi rispetto onesto mi ritiene:
e disvoler conviemmi quel ch'io voglio.
In sì dubbioso stato mi conforta,
che ben v'è noto quel che si conviene,
e questo fa minore il mio cordoglio.
[V. 1 E. Poichè.]
[2 siete.]
[8 all'ore. - _Componimenti poetici_, ecc., ediz. cit. pag. 112.]
XXIII. -- Ad Ugolino Martelli
Mentre ch'al suon de i dotti ornati versi,
fate d'Arno suonar l'ampie contrade,
cantando insieme a più ch'ad una etade
con le virtù, ch'a voi sì amiche fersi,
a me, caro Martel, sono tanto avversi
i fati, ch'ogni ben dal cor mi cade;
e per occulte, solitarie strade,
vo' lagrimando il dì che gli occhi apersi.