[81]. «Viro gravitate ornato et sapientia pleno.»

[82]. «Joannes episcopus, servus servorum Dei, omnibus episcopis. Nos audivimus dicere quia vos vultis alium papam facere: si hoc facitis, excommunico vos da deum omnipotentem, ut non habeatis licentiam nullum ordinare, et missam celebrare.» È curioso che nella lettera diretta in risposta dal Concilio a Giovanni, gli si rimprovera anche l'errore di grammatica commesso scrivendo nullum invece di ullum. Dell'idiotismo da deum, non è fatta parola.

[83]. Historia Ottonis, 8-16.

[84]. Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medio Evo. Lib. VI, c. IV, § 1. Traduz. Manzato.

[85]. L'idea imperiale risuscitata dagli Ottoni e sostenuta così caldamente in Italia da Liudprando, già prima della discesa di Ottone il Grande aveva trovato un campione nell'autore di un Libellus de imperatoria potestate in urbe Roma che ha molto valore storico (Mon. Germ. Hist. SS. III, 719-722). Di questo scritto hanno discorso particolarmente lo Hirsch e lo Jung. Il Lapôtre nel suo libro Le Pape Jean VIII, Parigi, 1895 dà ad esso grande importanza e lo attribuisce con molta verosimiglianza ad uno scrittore quasi contemporaneo di Giovanni VIII, d'origine longobarda e probabilmente nativo di Rieti. Quest'ultima asserzione non mi sembra abbastanza provata. L'opinione di chi vorrebbe attribuire il Libellus a Benedetto di S. Andrea non mi pare in alcun modo accettabile. Del pari hanno valore storico e tendenze imperiali due poesie comparse nell'alta Italia nei primissimi anni del secolo XI. Una di queste poesie specialmente, in cui si rimpiange la morte immatura di Ottone III, contiene qualche strofa da fare impressione.

[86]. Chronicon Benedicti de S. Andrea (Mon. Germ. Hist. SS. III). L'autore di questa cronaca è stato chiamato finora Benedetto del Monte Soratte, ma il Tomassetti nei suoi studi sulla Campagna Romana dimostra che Benedetto era monaco della Badia di S. Andrea in flumine posta presso Ponzano ai piedi del Soratte. Anche la vita di San Nilo fondatore del monastero di Grottaferrata, scritta in greco da un suo discepolo, e le lettere del famoso Gerberto che fu poi papa col nome di Silvestro II, contengono dati storici contemporanei intorno al periodo degli Ottoni. Sono parimenti degne di attenzione due vite di sant'Adalberto e specialmente la più antica di esse, scritta in Roma da Giovanni Canapario abbate del monastero di sant'Alessio sull'Aventino. «Das werk» osserva giustamente il Giesebrecht nella sua Geschichte der deutschen Kaiserzeit, «schon dadurch interessant dass er das einzige namhafte litterarische Erzeugniss eines Römers iener zeit ist, gehört zu den wichtigsten Quellen der Zeitgeschichte.» Fu pubblicata dal Pertz (Mon. Germ. Hist. SS. IV, 615-618).

[87]. «Ve Roma, quia tantis gentis oppressa et conculcata; qui etiam a Saxone rege appreensa fuisti et gladiati populi tui, et robor tua ad nichilum redacta est.... Celsa tuarum triumphasti gentibus, mundum calcasti, iugulasti regibus terre; sceptrum tenebat et potestas maxima; a Saxone rege expoliata et menstruata fortiter.... Nimium speciosa fuisti! Omnes tua moenia cum turris et pugnaculis sicuti modo repperitur. Turres tuarum tricenti octoginta una habuistis, turres castellis quadraginta sex, pugnaculi sex milia octocenties, portes tue quindecim. Ve civitas Leoniana! dudum capta fuistis, modo vero a Saxonicum rege relicta!»

[88]. Cronache Veneziane antichissime (vol. I) pubblicate a cura di Giovanni Monticolo dall'Istituto Storico Italiano tra le Fonti della Storia d'Italia. Questo primo volume oltre la Cronaca Veneziana di Giovanni Diacono e alcune brevi scritture storiche aggiunte ad essa, contiene una Cronica de singulis patriarchis nove Aquileie e il Chronicon Gradense. Il Pertz aveva pubblicato insieme la Cronaca Veneziana e quella di Grado intitolandole Johannis Diaconi Chronicon Venetum et Gradense ma più moderni critici tornano alla sentenza del Foscarini e staccano la cronaca di Giovanni da quella di Grado. Assai notevole è anche il Chronicon Altinate che ci dà elementi antichissimi e pregevoli per la storia di Venezia. Ne ha dato una ottima edizione il Simonsfeld, in Mon. Germ. Hist. SS. XIV, e un'altra ne promette il Monticolo nel secondo volume delle Cronache Veneziane antichissime. Veggansi intorno a tutte queste cronache il lavoro del Simonsfeld sul Chronicon Altinate pubblicato anche in Italiano nell'Archivio Veneto, e gli studî del Monticolo, La Cronaca del Diacono Giovanni e la Storia politica di Venezia sino al 1009, Pistoia, 1882, e I manoscritti e le fonti della cronaca del Diacono Giovanni nel Bullettino dell'Istituto storico italiano, n. 9.

[89]. Il Regesto di Farfa, compilato da Gregorio di Catino e pubblicato dalla Reale Società romana di storia patria, a cura di I. Giorgi e U. Balzani, Roma, 1879-1892. Vol. II-V. Il primo volume contenente le prefazioni e gli indici è in corso di stampa.

Il solo regesto di una certa importanza che si conosca anteriore in parte al Regesto di Farfa, è quello del monastero di Subiaco. Esso per altro non è una compilazione unica e tutta di un tempo, ma opera di varî autori cominciata verso il principio dell'undecimo secolo e terminata verso il principio del decimoterzo. Contiene documenti antichissimi e ha molto valore per la storia locale di Roma, ma non così grande per la storia generale. Il Regesto Sublacense del secolo XI, pubblicato dalla Reale Società romana di storia patria, a cura di L. Allodi e G. Levi. Roma, 1885.