[100]. «Capuanae civitatis prudentissimum ac nobilem clericum et Richardi principis notarium.» Così Leone stesso nella sua cronaca, III, 24.
[101]. Leonis Marsicani et Petri Diaconi Chronicon Monasterii Casinensis edidit W. Wattenbach in Mon. Germ. Hist., § VII e cf. anche il Wattenbach, Op. cit., II, 234.
[102]. L. Tosti, La Biblioteca dei Codici manoscritti di Montecassino, Napoli, 1874. Veggasi anche ciò che l'illustre monaco scrisse del tempo di Desiderio nella sua storia di quella Badia; e il Caravita nel libro intitolato: I codici e le arti a Montecassino. E per citare altri giudizî, il Baronio chiamò il cronista Leone «scriptor sui temporis integerrimus,» il Muratori «magnae gravitatis et auctoritatis» e il Wattenbach che ne curò l'edizione pei Monumenta Germaniae gli dà gran fede.
[103]. Mendacissimum Petrum Diaconum Casinensem, lo chiama il Baronio, all'anno 1131, e vedasi anche quello che ne dice il Tosti nella sua Storia della Badia di Montecassino, II, 67.
[104]. Così scrivevo nella prima edizione di questo libro e mi è caro vedere il mio desiderio in via d'attuarsi. Col titolo di Tabularium Casinense i monaci di Montecassino vengono ora pubblicando in una serie di codici diplomatici le carte più importanti del loro archivio. Finora ha veduto la luce il Codex Diplomaticus Caietanus, raccolta pregevole di carte e diplomi che vanno dalla fine del secolo ottavo alla fine del decimoterzo.
[105]. Un altro Regesto detto di San Placido, di minore importanza ma anch'esso pregevole, si conserva attualmente a Montecassino ed è opera di Pietro Diacono. Ivi si conservano anche due altri regesti pregevolissimi della stessa età e di monasteri connessi a Montecassino, quello di Sant'Angelo in formis, monastero del territorio di Capua, e l'altro del monastero di San Matteo, di cui avanzano le rovine in una montagna vicinissima alla madre Badia.
[106]. Annales Barenses e Annales Lupi Protospatarii in Monumenta Germaniae Historica, Script., vol. V; Anonymus Barensis in Muratori, Rer. Italic., Script., vol. V; Annales Beneventani e Chronicon Ducum Beneventi in Mon. Germ. Hist., Script., vol. III; Falconis Beneventani Chronicon in Muratori, Op. cit., vol. V e presso Dal Re, Cronisti e Scrittori Sincroni Napoletani, vol. I; Annales Cavenses in Mon. Germ. Hist., Script., vol. III, e più recentemente una edizione importante nel Codex Diplomaticus Cavensis, vol. V; Chronicon Nortmannicum Breve in Muratori, Op. cit., vol. V; Guillermi Apuliensis, Gesta Roberti Wiscardi in Mon. Germ. Hist., Script., vol. IX; Gaufredi Malaterra, Historia Sicula in Muratori, Op. cit., vol. V; cfr. anche Hirsch, De Italiae inferioris annalibus saec. X et XI. Berlino, 1864.
[107]. Edizioni complete del Chronicon Novalicense furono pubblicate dal Muratori, Rer. Ital., Script., vol. II, 2, dal Terraneo, e dal Combetti, ed una migliore dal Bethmann in Monumenta Germaniae Historica, Script., vol. VII. Ora ne porge un'altra e più perfetta edizione il conte Carlo Cipolla nel secondo volume della importante pubblicazione intitolata: Monumenta Novaliciensia data in luce dall'Istituto Storico Italiano nelle Fonti per la Storia d'Italia. Oltre la molta cura con la quale ha pubblicato il testo, il Cipolla lo ha arricchito di note ed osservazioni molto pregevoli, rilevando anche la importanza storica del Chronicon, ch'egli per molti rispetti crede degno di stare al paragone col Regestum Farfense di Gregorio di Catino e col Chronicon Vulturnense.
[108]. La importanza di queste parole era stata già rilevata molto opportunamente dal Watterich nella prefazione alla sua raccolta sulle vite dei pontefici, lavoro di cui mi sono molto giovato nello scrivere questo capitolo. Pontificum Romanorum Vitae.... ab aequalibus conscriptae, edidit J. M. Watterich, Lipsiae, 1862. Per questa seconda edizione mi giovo anche molto della introduzione, densa di notizie e di osservazioni originali, premessa dall'abate Duchesne al secondo volume del suo Liber Pontificalis.
[109]. È da notare che molti annalisti tedeschi del secolo undecimo e del principio del dodicesimo hanno importanza per la storia del Papato, tanto strettamente congiunta in quel tempo colla storia di Germania. Non essendo del mio ufficio il prenderli specialmente in esame, io mi limito qui a menzionar di passaggio tra i più cospicui gli annalisti Bertoldo, Bernoldo di Costanza e Lamberto di Hersfeld, scrittori che meritano tutta l'attenzione di chi studia la storia d'Italia.