[110]. Villemain, Histoire de Grégoire VII. Paris, Didier, 1872.

[111]. Ap. Watterich, Vitae Pontificum, I, pag. 501 e segg. Paolo di Bernried ci ha anche lasciata una relazione della vita e miracoli della Beata Herluca, una santa visionaria morta nel 1142, alla quale egli era legato di stretta amicizia.

[112]. Nei Monumenta Germaniae Historica, SS. vol. V, e ripubblicati dal Watterich, Op. cit. e dal Duchesne, Liber Pontificalis, II, pag. 329 e segg.

[113]. «Haec sicuti passi sumus, et oculis nostris vidimus et auribus nostris audivimus, mera veritate perscripsimus.»

[114]. Una parte di questa continuazione era stata attribuita, dietro la scorta del Giesebrecht e del Watterich, al cardinale Pietro da Pisa che fu uomo di gran valore ai suoi tempi e l'anima dello scisma contro Innocenzo. L'abbate Duchesne ha dimostrato che tutto questo gruppo di vite pontificie fino ad Onorio II deve attribuirsi al solo Pandolfo. Queste vite ci sono state conservate in una redazione del Liber Pontificalis compilata da un Petrus Guillermus bibliotecario di un priorato S. Egidii de Aceio in diocesi di Reims. Cf. Duchesne, Liber Pontificalis, II, XXIV e segg. e 199 e segg.

[115]. Ai tempi di Pasquale II ebbe anche il comando di alcune milizie pontificie, e in genere si ferma sempre con molta compiacenza sulle frequenti fazioni combattute in quei tempi agitati delle quali fu spesso testimonio, e che descrisse con molta vivacità. Cf. Duchesne, Loc. cit.

[116]. Secondo il Guglielmotti la lezione di questo passo è errata nel manoscritto che ce lo ha tramandato, e Gelasio non fu portato ad Ardea (ad castrum Sancti Pauli de Ardea) ma alla men lontana Isola Sacra sul Tevere. Guglielmotti, Storia della Marina Pontificia, I, 262, Firenze, 1871.

[117]. Il lavoro di Bosone, ripubblicato dal Watterich nelle Vitae Pontificum, e più di recente dal Duchesne, nel Liber Pontificalis, ci fu conservato da Cencio Camerario (più tardi papa col nome di Onorio III) il quale nel 1192 lo inserì nel suo Liber censuum Romanae Ecclesiae, compilazione indigesta ma di gran valore storico, ricavata dagli archivî per servire come registro di tutti i redditi della Chiesa. Circa le relazioni tra Bosone e Cencio Camerario cf. E. Stevenson, La Collectio Canonum di Deusdedit, in Archivio della R. Società romana di storia patria, VIII, 371, e Paul Fabre, Les vies des Papes dans les mss. du Liber Censuum in Mélanges de l'École de Rome, VI, 147.

[118]. La pubblicò pel primo il Giorgi nell'Archivio della R. Società romana di storia patria, vol. II, ed è stata ristampata a cura di L. Heinemann nella raccolta dei Libelli di cui si fa menzione più oltre.

[119]. Benzonis Albensis, Ad Heinricum IV, libri VII, in Mon. Germ. Hist., SS. vol. XI, e cf. Lehmgrübner, Benzo von Alba ein Verfechter der kaiserlichen Staatsidee. Berlin, Gaertner, 1887.