[120]. Tranne quello di Benzone d'Alba, tutti questi scritti polemici ed altri di cui non tengo discorso, sono stati ripubblicati di recente pei Monumenta Germaniae Historica, nella raccolta in tre volumi intitolata Libelli de lite Imperatorum et Pontificum saeculis XI et XII conscripti. Hannoverae, 1891-97. Le prefazioni premesse a ciascuno scritto dagli editori sono spesso molto notevoli e riassumono gli studi che sono stati fatti intorno ai diversi scrittori. Due altri scritti notevoli, ripubblicati anch'essi nella stessa raccolta, sono quello del cardinale Umberto, Contra Simoniacos, e quello del cardinale Deusdedit, Libellus contra invasores et simoniacos et reliquos schismaticos. Il cardinale Deusdedit è anche autore di una specie di regesto in cui oltre una collezione di canoni sono raccolti diplomi imperiali e carte di grande antichità che si riferiscono alla Chiesa Romana. Fu pubblicato da monsignor Martinucci a Venezia nel 1869. Un lavoro molto pregevole sui polemisti del periodo Gregoriano è quello di C. Mirbt, Die Publizistik im Zeitalter Gregors VII. Leipzig, 1894.
[121]. S. Petri Damiani, Opera, ed. Const. Caetani, 1783, in-4. È una raccolta in quattro volumi delle opere uscite dalla feconda penna di questo scrittore che in prosa o in verso trattò d'ogni materia nella sua corrispondenza, in vite di santi e in trattati di politica e di religione. Oltre le lettere sono notevoli e insieme assai strani i due scritti intitolati: Apologia e Liber Gomorrhianus. Altri due suoi scritti, il Liber Gratissimus e la Disceptatio Synodalis, sono stati ripubblicati tra i Libelli de lite Imperatorum et Pontificum.
[122]. Forma dispregiativa per Bonizo. L'uso di alterare il nome degli avversarî per torcerlo a significato spregevole, frequente in questi scrittori polemici, è frequentissimo in Benzone. Così, oltre i nomi citati in questo passo, quello di Anselmo vescovo di Lucca, l'amico della contessa Matilde, diviene Asinelmus, quel d'Alessandro II Asinandrum, e si potrebbero moltiplicar questi esempî di scurrile violenza, da cui anche gli scrittori di parte avversa non si astenevano.
[123]. «Runcie deformis factus sine lumine dormis! Laudetur Deus quia vix potuit manus tuas evadere, qui iniuriis linguae ausus est te invadere. Auditum est in quattuor mundi plagis qualiter es ultus, formidanda potestas, super Runtio Cremonensi atque quibusdam aliis. Sed de Bonizello, Armanello, Morticiello, tribus daemonibus, quod non idem contigit improbat omnis populus.»
[124]. Il Lehmbgrübner pone la data della sua morte al 14 luglio 1090.
[125]. «Queris a me, unicum a tribulatione que circumdedit me presidium: Quid est quod hac tempestate mater ecclesia in terris posita gemens clamat ad Deum nec exauditur ad votum, premitur nec liberatur, filiique obedientie et pacis iacent prostrati, filii autem Belial exultant cum rege suo praesertim cum qui dispensat omnia, ipse sit qui iudicat aequitatem? Est et aliud, unde de veteribus sanctorum patrum exemplis a me petis auctoritatem: si licuit vel licet christiano pro dogmate armis decertare? Quibus tuae mentis fluctuationibus, si aurem sani cordis adhibueris, facile respondebitur, tum quia in promptu nobis est, tum quia hoc tempore mihi scribere hoc visum est pernecessarium. Igitur de Dei misericordia confisi, qui linguas infantum disertas facit, adoriamur sermonem.» Bonithonis Sutriensis, Liber ad Amicum, I, ap. Watterich, Op. cit., e nei Libelli de lite, vol. I ed. Dümmler. Oltre il Watterich e il Dümmler pubblicò una edizione di questo libro anche lo Jaffé nei Monumenta Gregoriana.
[126]. È quello medesimo che fece violenza al Papa in Santa Maria Maggiore.
[127]. Vita Anselmi episcopi Lucensis, auctore Bardone, in Monun. Germ. Hist. SS., XII. Lo stesso Anselmo era autore di parecchi lavori, alcuni dei quali polemici, ma la maggior parte di essi è perduta.
[128]. Domnizo, Vita Mathildis, ed. Bethmann, Mon. Germ. Hist. Script., XII.
[129]. A. Ferretti, autore di un saggio piuttosto diligente intitolato: Canossa. Reggio Emilia, 1876.