[145]. «Brevis est, grandia tamen in Mediolanensi urbe gesta continet, et rerum perturbationes memoria dignas; graphiceque exprimit, quid in animis hominum eorum temporum potuerit, semperque poterit, dominandi cupido. Neque intra pomoeria unius Mediolani consistit Landulphi narratio: multa etiam habet, quibus Italica eius aevi historia illustretur.» Muratori, in praef. ad Landulph. R. I. S., vol. V.
È bene notare che questi cronisti attinsero a più antiche fonti di storia milanese, molte delle quali ci rimangono, e saranno raccolte e date in luce dall'Istituto Storico Italiano, col titolo Monumenta Mediolanensia antiquissima. Veggansi intorno a queste fonti gli studi pubblicati dal prof. L. A. Ferrai, nel Bullettino dell'Istituto Storico Italiano, e nell'Archivio Storico Lombardo.
[146]. Questa cronaca è stata generalmente attribuita finora ad un Sire Raoul, di cui non si sapeva nulla oltre il nome, ma il signor Holder-Egger pubblicando pei Monumenta Germaniae Historica una nuova edizione di questa cronaca, ha dimostrato in modo certo che il nome dell'autore è ignoto. Gesta Friderici I Imperatoris in Lombardia, auctore cive Mediolanensi, recognovit O. Holder-Egger. Hannoverae, 1892.
[147]. Arnulphi, Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium, in Mon. Germ. Hist. SS. VIII. — Landulphi, Historia Mediolanensis. Ibid. — Landulphi Junioris de S. Paulo, Historia Mediolanensis. Ibid. XX, e Muratori, Op. cit., vol. V. — Andreae, Vita S. Arialdi in Acta Sanctorum (5 giugno). — Moysis Magistri Bergomensis, De Laudibus Bergomi. Muratori R. I. S. vol. V. — Anonymi, Poema de bello et excidio urbis Comensis. Ibid. — Radulfi sive Raul, De rebus gestis Friderici I. Ibid., VI, e Annales Mediolanenses, Mon. Germ. Hist. SS. XVIII, e nuova ediz. Holder-Egger già citata. — Boncompagni Magistri Florentini, De Obsidione Anconae, Murat. R. I. S. VI. — Un nuovo testo dell'Assedio d'Ancona, di Boncompagno, fu pubblicato da A. Gaudenzi, nel fasc. 15 del Bullettino dell'Istituto Storico Italiano. — Otto Morena, Acerbus Morena, Anonymus, De rebus Laudensibus, in Mon. Germ. Hist. SS. XVIII. Una traduzione dell'opera dei Morena, fu pubblicata nell'Archivio storico per la città e comune del circondario di Lodi. Anni II e III.
[148]. «Ottoni Frisingensi episcopo.... viro utique qui singularem habebat dolorem de controversia inter regnum et sacerdotium.» Rahevini, Gesta Friderici, III, 22.
[149]. «Praelium hoc a decima pene dici hora usque ad noctem protractum est. Caesi fuerunt ibi vel in Tyberi mersi pene mille, capti ferme ducenti, sautiati innumeri, caeteri in fugam versi, imo tantum ex nostris, mirum dictu, occiso, uno capto. Plus enim nostros intemperies coeli aestusque illo in tempore maxime circa Urbem immoderatior, quam Romanorum laedere poterant arma.» Eppure «Finito tam magnifico triumpho,» il dì seguente l'Imperatore ritraeva l'esercito e s'accampava a rispettosa distanza da Roma. Non è senza interesse il confrontar questo episodio della storia del vescovo di Frisinga col passo di Liudprando citato qui sopra alla pagina 131. Il testo pubblicato dal Waitz nella nuova edizione delle Gesta, porta il numero dei Romani morti a seicento, ma tra le numerose varianti ch'egli reca, non indica il manoscritto da cui ha tratto questa variante, che pure è così considerevole.
[150]. Le edizioni recano veramente: ex hac comminandi potestate, ma la frase non mi par che abbia senso. Io credo che debba leggersi commanendi e traduco a seconda della mia congettura, la quale mi par confermata da tutto il passo che dice: «Ex quo fit ut tota illa terra inter civitates ferme divisa, singulae ad commanendum secum diocesanos compulerint, vixque aliquis nobilis vel vir magnus tam magno ambitu inveniri queat, qui civitatis suae non sequatur imperium. Consueverunt autem singuli singula territoria ex hac comminandi (l. commanendi) potestate comitatus suos appellare.»
[151]. «Ego autem, qui huius operis principium eius [Ottonis] ex ore adnotavi, finemque eius de principis iussu perficiendum suscepi, et manu mea ipsius extrema lumina clausi.» Rahevini, Gesta Friderici, IV, 14.
[152]. Ottonis Frisingensis, Opera (I. Chronicon, II. Gesta Friderici Imperatoris) in Mon. Germ. Hist. SS. XX ed. R. Wilmans, e una nuova edizione delle Gesta curata del Waitz, Hannover, 1884. Oltre Ragevino o Rahevino, che nelle antiche edizioni veniva erroneamente chiamato Radevico, e che ebbe egli stesso un continuatore anonimo, il vescovo di Frisinga ebbe un altro continuatore in Ottone da San Biagio, il quale condusse il Chronicon fino al 1209. Intorno ad Ottone di Frisinga si è scritto molto, e sono da segnalare sopra gli altri gli studî del Giesebrecht e del Wattenbach, e le belle prefazioni del Willmans alla edizione delle opere citate qui sopra. Guntheri Ligurini, De Rebus gestis Friderici I Aenobarbi, ed. pr. Basileae, 1569. Gotifredi Viterbiensis, Opera, in Mon. Germ. Hist. SS. XXII.
[153]. Gesta di Federico I in Italia.... a cura di Ernesto Monaci, nelle Fonti per la Storia d'Italia, pubblicate dall'Istituto Storico Italiano, e cf. Ernesto Monaci, Il Barbarossa e Arnaldo da Brescia a Roma, nell'Archivio della Società romana di Storia patria, vol. I, e W. v. Giesebrecht, Sopra il poema recentemente scoperto intorno all'imperatore Federico I, lettera al prof. Monaci. Ibid., vol. II. Il signor C. Wenck propose il dubbio che l'autore potesse essere un Thadeus de Roma, nel Neues Archiv, IX, 1 (Anno 1883), ma la sua congettura non venne accolta. Il manoscritto che contiene il poema è del secolo XIII, e in calce porta questo titolo: Gesta per imperatorem Federicum Barbam rubeam, in partibus Lumbardie et Italie. Ruggero Bonghi nel suo mirabile studio sopra Arnaldo da Brescia si giovò assai della pubblicazione del Monaci rilevandone il gran valore.