Il biglietto, scritto colla mano tremante, diceva:

—Non posso! Tanti innocenti..?

—Tanti, tanti innocenti!—motteggiò.

Innocenti? No, non erano innocenti. Erano correi; correi magari senza volerlo, senza saperlo; correi per l'istruzione sbagliata, ricevuta dai genitori, dagli avi; correi, perchè non avevano saputo sollevarsi in alto, a più spirabil aere; eppoi tutta la società era folle, era fiacca; aveva bisogno di una lezione.

Innocenti? Non lo erano; perchè frequentavano la chiesa, i passeggi, perchè facevano sfoggio del loro lusso, perchè erano borghesi, perchè volevano che sopravvivesse una società avariata, perchè volevano conservare le disuguaglianze sociali? Ma anche se fossero stati innocenti, il mondo è fatto così. La natura non bada nè agli innocenti nè ai rei; sacrifica quanti occorrono venir sacrificati, per il raggiungimento dei propri fini; il falcone e l'aquila fanno allo stesso modo scempio della pacifica gallina e del superbo tacchino, il falcone divora egualmente il passero, così dannoso, e il rosignolo canoro, e gli uragani schiantano l'inutile pioppo e la quercia, il melo, il pero, il susino ed altri alberi, così utili alla vita.

Innocenti? La sua era opera necessaria e purificatrice; si trattava di ricostruire una società nuova sulle rovine dell'antica; e questa non volendo crollare da sè andava atterrata. Non era per colpa sua se nel suo crollo essa avrebbe schiacciato e seppellito sotto le macerie anche qualche innocente. Egli non voleva che il bene altrui; non era per colpa sua, se, per ottenere il bene, doveva schiantare coloro che vi si opponevano.

Narciso Rossi si rifiutava. Vile! Vile! Già; il Natale; la pazza poesia della sacra notte. Egli l'aveva passata coi congiunti, alla luce di qualche albero, scioccamente ornato di fiori e di lumi; aveva udito il canto di inni e canzoni natalizie, e si era commosso. Vile, vile!

Non pensò, che qualche minuto prima aveva deciso di non gettare la bomba; di rinunziare, per il momento, a quell'atto di vendetta sociale; di dire a Narciso, che avrebbe atteso tempi migliori. Non sentì che rabbia e sdegno per l'antico amico ed un'avversione grande contro di lui…

Che aveva da fare? Rimanere fedele alla decisione presa poc'anzi e procrastinare il getto delle bombe?

Ma che ne avrebbe detto Narciso Rossi?