Il suicidio! Mai! Non può privare il mondo del suo canto. La fuga! Si getta ai piedi del cortigiano.
—Salvami!
Poi cambia pensiero.—Uccidimi! lo supplica.
Nessuno osa farlo, si teme.
—Suicidati!
Non ha coraggio. Fugge sopra un povero ronzino, seguito da quattro servi; uno solo gli è fedele, gli altri lo seguono costretti.
Un servo fedele; un fenice—Chi sei? Perchè non mi abbandoni tu pure?
Il servo, il povero schiavo, gli parla; cerca di sollevarne lo spirito, di destare in lui fiducia in Dio. Un cristiano! Maledetti cristiani!
Giunge al Tevere. Si vuole gettare nelle sue acque ma non ha coraggio.
—Alla villa di Faone.