—Vi ho detto che i tempi non sono ancorai maturi.
—Viva l'anarchia!
—La colpa la avete tutta voi!
—Tu! Tu! Maledetto, maledetto!
E quelle turbe, briache di sangue, piene di sdegno e di livore, avide di sfogarlo sopra qualcheduno, desiderose di trovare un capro espiatorio, sono liete di poter sfogare su di lui la loro rabbia, il loro sdegno; egli viene maltrattato, battuto, percosso; cento pugni lo minacciano; molti cadono fitti, fitti, sul suo corpo; egli ne sente il dolore; grida, urla, strilla, cerca di parare i colpi, ma non riesce; si professa innocente; gli rispondono colle risa e finalmente lo atterrano. Stramazza al suolo e sopra di lui passano i fuggiaschi calpestandolo, senza misericordia, finchè perde i sensi.
II.
Rinviene. Soffre indicibilmente; ha tutto il corpo pesto. Apre gli occhi ma non vede nulla. Il buio è fitto.
Notte? Ma prova un dolore infinito agli occhi, e sente che sono bendati; la benda gli preme la fronte; vuole muovere le membra, ma tutte sono fasciate, bendate.
Dove si trova?
Ricorda il passato; ricorda quelle scene truci; ricorda il modo crudele, nel quale è stato buttato dai suoi; ricorda e freme.