Gettare la bomba?

Era necessario

In chiesa?

Voleva attendere Narciso Rossi.

Il tempo passava, lentamente, molto lentamente, ma pur passava. Passano anche le ore delle maggiori angoscie, che sembrano interminabili, e quanto più interminabìle sembrò uno spazio di tempo prima d'incominciarlo o mentre ci si era dentro, perchè tempo di sofferenze, di dolori, d'ignominia, tanto più breve esso sembra di poi, quando è terminato, osservato alla serena luce di giorni lontani.

Vennero le otto e un quarto, la mezza, i tre quarti. Incominciò a diventare impaziente. Avevano pur deciso di lanciare la bomba quella mattina!

Quanto più attende, tanto più si concretizza in lui un pensiero, e questo, si è: Attendere. Attendiamo, che la calma ritorni nel mio spirito.

Non era detto, che si dovevano lanciare le bombe proprio quella mattina. Non era neppur detto che dovevano venir lanciate. La direzione del partito, forte a parole e vile a fatti, aveva anzi deciso che non dovevano venir lanciate, che il loro getto avrebbe danneggiato la causa piuttosto di favorirla. Voleva dire a Narciso Rossi:

—Ti tengo legato alla tua promessa, ma oggi non è ancora venuto il giorno opportuno. È meglio attendere alquanto e fare i preparativi con maggior calma. Le lancieremo più tardi, in un giorno di maggior concorso, di gran folla, dopo di aver combinato le cose in modo da poter fuggire.

L'amico avrebbe accettato con voluttà la proposta, ed intanto egli avrebbe potuto riflettere; sciogliere le potenti obiezioni, causate dai terribili sogni; cercare prove per dimostrare, che la Chiesa è il maggior nemico dell'umanità.