Il vecchio rise... stese il braccio ed afferrò l’aggrinzata mano di Marta.

— La dicono la casa dello stregone... gli susurrò piano all’orecchio, e il demonio riderà. Ah si ubbriacano alla taverna mentre io muojo qua?... solo, come un cane arrabbiato?... e tu, vecchia strega, dici che verranno in tempo per avere il mio oro?... Ma sai tu ciò che io lascio loro?...

— Quella cassa là... disse Marta segnando un angolo della stanza... tanto di grazia di Dio!... che sarà gettata come un osso nella bocca del lupo!...

— No... Marta... no... tu sei scema e non vedi un palmo al di là del naso!...

Il vecchio s’era rizzato sul letto; Marta lo guardò e diè addietro d’un passo; quasi ebbe paura di quella sua faccia che rideva d’un riso da demone. — No, Marta, no!... ripetè egli... è la dannazione che io lascio loro!... e l’ho accumulato per loro tutto quel tesoro... guardalo, vecchia!... vi sono gemme che abbagliano, verghe d’oro che pesano... ho sofferto ed essi non hanno mai avuto una parola per me... li ho chiamati e mi hanno riso in volto... mi credevano povero, e mi lasciano morire come m’hanno lasciato vivere... bisognava bene che mi vendicassi dei loro torti!... bisognava bene che loro rendessi il male che m’avevano fatto!...

— Ed avete lavorato e studiato, e vegliate le notti, e consumati i giorni per far ciò?...

— Sì, ripetè il vecchio, il cui aspetto divenne cupo e severo. Sì, Marta!... ho lavorato, ho studiato, ho vegliato le notti sui libri, ho consumati i giorni chiuso nel mio laboratorio, mi abbisognava dell’oro per coricarmi vendicato nel mio sepolcro... e ne ebbi... fra poche ore... ebbri dall’orgia essi cacceranno le mani entro quelle gemme.... palleggeranno quelle verghe che io ho fuse... e sai tu che sia l’oro per due anime dannate... in cui non ha alimento un’idea che non sia una colpa?...

— Quell’oro dev’esser diviso, Marta!.. essi si uccideranno per non dividerlo!...

Marta arretrò spaventata e biascicò tra le labbra non so quali parole.

— Sì, continuò il vecchio, aveva bisogno d’aver dell’oro perchè voleva che fosse d’oro il pugnale avvelenato con cui voleva colpire... L’oro... questa leva potente delle umane passioni è in mia mano.... ed io me ne faccio strumento... Io punisco... Dio perdoni!...