Giulietta rispose all’apostrofe insolente con un bel bacio, che il giovane gli ricambiò di tutto cuore. Poi Giulietta tolse di mano alla nonna Gaetana il piccolo Adolfo, che stendeva verso l’artigiano le sue piccole manine, glielo passò sulle ginocchia, ei se lo mise al collo, poi gli parlarono come si suol parlare vezzeggiando con quelle gentili creaturine quando l’amore fa assumere alla parola le mille forme che ne sono l’indefinita ed indefinibile espressione, ed a cui egli rispondeva a suo modo, chiacchierando alla sua maniera e dicendo loro chi sa quante cose, onde il tempo scorse in modo da non accorgersi ch’ei passasse. S’eran portati al balcone, ed a pieno petto respiravano quell’aria vivificante, con quell’ebbrezza con cui pare che si guardi l’immensa opera della creazione quando egoisti della propria felicità si dica, è per noi tutto questo sorriso di cielo!...

Perchè tace sì repentino l’impeto di quella gioja così pura? perchè la fronte della giovane impallidisce, mentre per contrazione convulsa si stringono le pugna dell’artigiano, e il bimbo quasi avesse cognizione di quanto avvenga s’aggrappa impaurito al collo della madre?

Un uomo aveva attraversato la strada, aveva gettato uno sguardo alla finestra ed era scomparso scantonando.

— Lui!... mormora Francesco, levando il braccio in atto di minaccia verso la parte per dove era scomparso l’incognito, lui!... sempre lui!...

— Che hai, Francesco!... mio Dio!... che hai?... mormorò la giovane rattenendogli il braccio che egli lasciò ricadere come scoraggiato.

— Ho.... fremè egli con voce cupa, che non so spiegarmi perchè ogni volta che io sono vicino a te, e dimentico l’esistenza beato del tuo sorriso d’angelo!... quell’uomo sorge tra me e la felicità, e col suo ceffo beffardo e provocatore mi gela nell’animo lo slancio della fede, la speranza dell’avvenire!...

— Sei pazzo, Francesco!... si sforzò a dirgli Giulietta, la quale non potè soffocare un sospiro che le irrompeva dal petto agitato.

— Pazzo!... mormorò il giovane, oh no, Giulietta... perchè... non è forse vero che tu pure hai provato ciò che io provo?... perchè tu pure hai paura di quell’uomo?...

Giulietta si strinse al seno il bambino che mandò un lamento.

Successe un momento di silenzio. — Ti ricordi, Giulietta?... riprese Francesco a voce bassa quasi temesse di sè stesso... o del suono istesso delle sue parole... fu a Como che l’abbiamo veduto per la prima volta... tu pregavi, io ti guardava... eravamo nella casa del Signore, e il prete mormorava dall’altare le sacre parole del rito... ad un tratto un fremito corse le tue fibbre... il libro quasi ti cadde di mano... i tuoi occhi errarono incerti, vaghi a te d’intorno, io ne fissai la direzione e lo vidi; era là... ritto, immobile, appoggiato ad una delle colonne della chiesa... guardava in un modo che pareva non avesse guardo, io sentii un brivido corrermi per l’ossa... tu non avevi più letto sul tuo libro di preghiera, io non t’ho più guardata come prima ti guardava; uscimmo e fermo come prima, immobile a sinistra della porta egli era là...