— Siamo fanciulli Francesco, gli disse Giulietta con un sorriso; e che può egli su noi? che ci importa che ei sia passato?... saremmo noi meno felici di quel che prima non lo fossimo se non l’avessimo veduto?...

Francesco scrollò il capo. — È una fatalità mormorò egli... quell’uomo ci porta sventura!...

Si sentì battere alla porta.

La nonna Gaetana corse ad aprire, un fattorino della tessitoria portava una lettera per Francesco... Era del suo principale che lo chiamava a volo di corriere a Milano, i suoi affari eran minacciati di grave danno ed aveva bisogno che Francesco fosse all’istante presso lui...

Quest’annuncio imprevisto che gli giungeva in sì tristo momento, in tal momento in cui il suo animo era soggetto a così sinistri presentimenti, fu scintilla che s’apprende ad esca preparata. Mille strane idee s’affacciarono al suo spirito agitato, ei vagò di pensiero in pensiero fino alle più assurde fantasticaggini, se non che per uno di quei contrasti così fecondi nella psicologia delle umane passioni, a norma che più nell’animo di Francesco sorgevano queste febbrili immagini che sotto l’esaltazione della mente prendevano una forma ognor sì varia, forse perchè combattuti dalla stranezza istessa di quella specie di delirio febbrile, quei dubbi e quelle agitazioni scemavano nell’animo di Giulietta che si fe’ a persuaderlo con ogni modo dell’esagerazione dei suoi sentimenti, e come d’assurdo in assurdo vagasse senza tregua e senza confine, ond’ei si fe’ se non persuaso, almeno più quieto, a seguire il corso di quelle idee dolci e miti per mezzo delle quali essa combattendo le sue esaltazioni lo conduceva alla realtà delle cose, gli mostrava essere necessaria la sua partenza senza frapporvi indugio, che nulla aveva a che fare la presenza di quell’uomo misterioso con quanto riguardasse i suoi doveri, essere la lettera del carattere del suo principale che ben ei conosceva; invece delle chimeriche visioni della sua mente esaltata esser vero e reale il bisogno che egli aveva dell’opera sua... e che infine ella ben sapria nel tempo di sua assenza essere come lo fu altre volte, custode del suo onore contro qualsiasi attacco da chi si voglia mosso!... Lo accompagnò fin sulla porta con un bacio, gli fe’ prender la strada di Como, e colla mano ricambiando ai reiterati cenni del fidanzato, lo seguì collo sguardo fin che lo vide nello sviarsi del sentiero sparire.

CAPITOLO IX. Il vendicatore.

Erano scorsi tre giorni, non si sapeva alcuna notizia di Francesco, il suo principale era tuttora a Milano, e nell’animo di Giulietta andavano formandosi le più allarmanti inquietudini.

Tramontava il giorno; le campane del villaggio suonavano l’ave maria della sera, e quel suono mesto e monotono scendeva sul cuore della giovane madre come l’incubo di uno di quei presentimenti contro cui la ragione non sa trovar argine per quanto essa sofistichi sulla incoerenza indefinita delle umane passioni. Si è tristi talvolta per qualcuna di quello impressioni di cui a sè stessi non si sa render ragione, ma egli è perchè talvolta si mente a noi stessi per farci d’un’illusione un conforto della vita. In queste apprensioni dell’animo, ove si cerchi v’ha sempre il perchè, come non v’ha moto senza vita, o vita senza moto... Il presentimento, la divinazione, non è una follia stigmatizzata dal materialismo che vorrebbe ridurre le aspirazioni dell’anima, a più o minori gradi d’azoto, o d’altro!... che costituisca l’organismo animale dell’uomo.

Come un corpo si compone di infinite particelle, corpi essi puri legati insieme da questo grande organizzatore della materia che è il tutto della creazione, il presentimento si forma ed ingrandisce o scema a seconda che i mille palpiti del cuor variano nel loro svolgersi a seconda che le impressioni dell’anima subiscono quelle modificazioni che sono prodotte dai fatti che le promuovono. È un senso dominante il pensiero che si forma coi varj sensi che vi danno vita, e che li riassume quando abbiano raggiunto il loro sviluppo; è una conseguenza psicologica delle relazioni della vita per la qualità dei fatti che le danno movimento.... E queste indefinite sì, ma pur reali cause ai presentimenti vaghi di Giulietta non esistevano forse negli strani incontri dell’incognito di cui subì sempre quell’involontaria ascendenza quasi che alla sua vita fosse legata qualche causa che lo riguardasse?... e le previsioni di Francesco non erano unite a quella lettera che lo separava da lei, nel momento appunto che la fatalità pareva ruggirgli sul capo minacciosa?... In tutto ciò v’era qualche cosa di più che non fosse il sogno d’una mente inquieta. Giulietta contemplava assorta in così tristi pensieri il sole che tramontava recando ad altre terre il suo saluto mattiniero e tingeva l’orizzonte di quel colore di fuoco onde rilucevano le vette della montagna.

Il suono dell’ave maria vagava giù per la vallata tristo tristo, s’udiva da lungi il tintinnar dei sonagli delle mandrie guidate alle cascine dalla lenta cantilena del mandriano che le accompagnava, e la vaga canzone delle spigolatrici che a frotte se ne ritornavano al domestico focolare.