Stetter zitti per alcuni istanti; non s’intese più nulla. Adolfo era girato dietro la siepe. Un uomo guardò fuori dalla porta della capanna. — Fischia un maledetto vento, disse egli rientrando...

Adolfo trattenendo il respiro aveva tutto ascoltato; era certo che si tramava un delitto, che ben scelta non era ancora la vittima; egli si sentì preso da uno strano senso di compassione per chi avesse potuto incappare sotto il pugnale di quei banditi... lasciare che la loro opera si compisse quando egli n’era a parte, quando sapeva l’ora, il luogo, come e su chi si dovesse compiere, era rendersi complice del loro delitto, era un farlo pesare indirettamente sulla sua coscienza d’onest’uomo....

Un pensiero corse rapido alla sua mente, ei non stette ad analizzarlo, egli lo accettò come era venuto, vi si affidò: lasciò con precauzione il suo nascondiglio, rifece la strada del monte, arrivò a casa, staccò dissopra al suo letto la sua carabina a due colpi, si passò alla cintola un sodo coltello da caccia, e si mise in via. L’orologio della piazza batteva le nove... Cinque uomini erano al loro posto sullo stradale della Croce... i quattro banditi accosciati dietro una siepe al fianco sinistro della strada; Adolfo, appoggiato ad un grosso albero che lo toglieva ad ogni guardo sopra una collinetta che s’innalzava a destra della via.

Lo stradale della Croce, così nominato a motivo d’una croce di marmo che la pietà pubblica vi aveva eretta in memoria d’uno del paese che era morto sotto una ruota di carro allo svolto della strada che sfianca un ponticello di legno e sotto cui scorre un piccolo fiumicello; non è una di queste strade che sembran modellate appositamente dalla natura per favorire gli assassini... come lo potrebbe dar a credere la sua sinistra qualifica.

Lo stradale della Croce è in quella vece una strada abbastanza comoda per essere una strada di montagna, per di là si s’interna verso Lugano.... fiancheggiando amene vallate vestite di verde; il fiume vi passa in mezzo serpeggiando colle sue onde d’argento e scaricandosi nel Ceresio.

È una strada che si contorce, si innalza, scende, e che dà maledettamente da fare ai vetturini ed alle loro rozze. Quel punto che si chiama l’angolo della croce è la parte più pericolosa se vogliamo per incontri di mal augurio perchè è la più lontana dalle abitazioni della valle e si lascia dietro alla sua destra la parte più coltivata della montagna, armandosi il fianco per buon tratto di via di irti macigni tagliati a picco in mezzo cui non vegeta che il giunco e la rovere.

Passarono alcuni momenti d’ansia indicibile.... I quattro banditi colla mano sull’arma, l’occhio vigile, guardavan lungo la via ascoltando il men che leggier rumore che lor fosse portato dal vento e pareva coll’avidità del pensiero che volessero attrarre la preda... Adolfo li dominava, vigile ed attento ei pure. Il gruppo di quelle cinque persone ciascuna delle quali aspettava; aveva il suo lato estremamente poetico. Era la miseria cenciosa, irritata, il vizio insaziato che si collegava per compiere un delitto quale ei si fosse; lo slancio d’un cuor nobile, confidente, che si cimentava a combatterlo!... Era un nodo del dramma della vita che stringevasi su quella deserta via... Il caso vi arrabescava intorno uno de’ suoi tanti geroglifici! geroglifici bizzarri che la superstizione ha ascritto alla Provvidenza!... come se nelle vicende di questo granello d’arena che è il mondo, in questo giuoco di luce che è la vita, questo fantasma del pensiero potesse mai intromettersi a far da vetturino a questa grande macchina dell’Universo!...

S’intese da lontano un rumore ancor vago che però si tradusse per lo scalpitar di due cavalli; i cavalieri salivano l’erta. I quattro banditi accosciati sulla ripa sinistra della vallata non li vedevano ancora; Adolfo dalla collina li vedeva avvicinarsi intrattenendosi in un discorso che pareva assorbisse tutta la loro attenzione perchè lasciate andare la briglie sul collo delle loro cavalcature venivano innanzi lentamente....

Il primo dei cavalieri mostrava circa 50 anni... robusto ancora di forme, ma sofferente e pallido, pareva assorto in dolorosi pensieri, mentre il suo compagno giovane di circa 20 anni, parea si desse tutto cuore a cacciargli dall’animo quella cupa tristezza.

Adolfo armò la carabina... I cavalieri salito il declivio si mostrarono in tutta l’altezza della loro persona sul ponte della Croce... Mentre Adolfo con infinito senso di compassione e di terrore fissava su loro lo sguardo, un colpo di fuoco rintronò per l’aria e corse come un fremito di monte in monte; il cavallo del giovane fu colpito nel fianco, ma non cadde; da due petti eruppe un grido d’allarmi, a cui rispose l’urlo dei banditi che si slanciarono verso gli aggressi: Adolfo lasciò andare il suo colpo, uno dei banditi che si avventava alla briglia d’uno dei cavalli cadde riverso... tradimento!... gridarono i compagni volgendosi, fu un istante... in certi casi un istante è la vita!... I due cavalieri rinvenuti dalla sorpresa dell’attacco, animati da quella fucilata che aveva atterrato uno dei loro assalitori, cavaron le loro pistole d’arcione e fecer fuoco; nello stesso tempo ratto come la folgore e mentre i banditi stavan per ritornare sulla preda, Adolfo fattosi una mazza del calcio del suo fucile che ruotava da indemoniato, s’era slanciato in mezzo ad essi.