Il visitatore la contemplò affascinato, poi volse il pensiero sul negromante che muto non vi fe’ risposta: fissava immoto la giovinetta e puntandogli le mani stese verso il petto la fe’ ristare come sotto l’influenza magica di un fascino strano... Bianca.... gli domandò egli poichè la vide calma, tranquilla ed immobile a sè d’innanzi, serena la fronte, sorridente il viso, e seduta con dolce abbandono sovra una sedia vicina.

La fanciulla provò un tremito.

— Bianca, ripetè Ambrogio, vedi tu?..

— Sì... vedo, rispose la fanciulla con voce dolce e soave.

— Leggi tu nel mio pensiero?..

— Vi leggo.

— Sai chi sia a me d’innanzi in questo momento?..

La fanciulla pronunciò il nome dello straniero, con un atto appena percettibile di disgusto.

— Perchè ti agiti?... cos’è che ti fa male?...

— Nulla.