Occorreva sapere però ove si trovasse Adolfo. Don Luigi gli promise d’interessarsene, e gli disse che fra qualche giorno si recasse da lui.

CAPITOLO XXVIII. La nonna Caterina.

La casa dove abitava la nonna Caterina era ben triste dacchè Giulietta ed Adolfo vi aveano disertato. Dacchè il piccolo Adolfo non vi imbizzarriva con quella gaiezza propria dei fanciulli quando non ancora quel sentimento alle volte troppo importuno, che è la ragione, non ne abbia gelato sul labbro la festività della speranza baldanzosa e fidente!

Tutto era squallido; nel piccolo giardinetto del cortile non vi crescevano i fiori, le finestre ne erano chiuse, il raggio del sole parea men brillante, meno vivo, quando passava dal cristallo per versarsi nella camera deserta come volesse animarla d’una vita che non era più. Era la stessa di una volta; vi era il letto dove Giulietta avea sognato tante volte sogni d’amore e di gioia.... Vi era la cuna nella quale dormiva il piccolo Adolfo e che ella si stava a risguardare tante volte, e pensava quando egli grandicello avrebbe corso i vicini prati, quando avria saltellato di balza in balza, su per le chine della montagna... quando gli avrebbe portati i bei fiorellini fecondati dal sole e si saria assiso sulle sue ginocchia raccontandole tanto belle cose!... quelle vaghe ingenuità, quei nonnulla in cui vive il cuore di una madre, in cui palpita e si sente rinascere alle sue aspirazioni di vergine quando vagheggia insonni ancora le gioie della maternità!...

Ahimè!... di quel passato non restava più nulla... Vi eran due tombe nel cimitero del paese!... un ramingo ed una vecchia che piangevano sui morti... e che aspettavano invano!...

La nonna Caterina sedeva una sera d’innanzi alla porta della triste dimora. Il sole si coricava infuocando l’orizzonte colla sua porpora di re. La vecchia guardava le alte vette delle montagne che si stendono al di là dove il Ceresio bagna le valli della Svizzera. Le parea di sentirsi l’animo più lieto che nol fosse altre volte.

Caterina guardava ansiosa a sinistra della via come chi attenda persona cui sommamente interessi di vedere... scorreva il tempo ed una viva impazienza si appalesava sulla sua fisonomia che esprimeva ognor più le agitazioni dell’animo... finalmente dall’angolo della strada apparve un uomo... dinanzi a lui correa saltellando un ragazzo che gridava alla vecchia con quanto fiato aveva in corpo:

— Eccolo! mamma Caterina. L’ho aspettato perchè non era alla parrocchia;

Don Luigi si avanzò verso la buona vecchia che levatasi dalla sua seggiola gli mosse incontro tutta festosa. Essa volle prendere a tutti i costi la mano del prete che baciò con trasporto, e si acquietò solo quando egli la richiese del perchè l’avesse fatto chiamare.

— V’ha forse qualche buona nuova eh... mamma Caterina?... gli domandava don Luigi con dolce bonarietà commosso dalle cordiali dimostrazioni della vecchia.