— Altro che buone nuove, reverendo!... Non glielo ha detto quel ragazzaccio di Carlino?... già è uno sventato che non raddrizzerebbe le orecchie ad un mulo!... È un’ora che l’ho mandato, sa, reverendo!... Un’ora!... Domando io cos’ha fatto!..,, sarà stato a saltar per la piazza, come fa sempre quando lo si manda due passi distante da casa!... Oh questi benedetti ragazzacci!... farebber perder la pazienza ad un santo... non è vero, reverendo?...

Don Luigi sorrise, lasciando passare quella sfuriata della vecchia che stava per tirar dritto colla rozza loquacità propria delle vecchie di campagna.

— Dunque che nuove abbiamo, mamma Caterina? le domandò di bel nuovo; ha forse scritto il nostro Adolfo?

— È proprio quello che volea dirle e di cui avevo incaricato quel ragazzaccio.

— Lasciamo stare il ragazzo, e ditemi su dunque quello che più ci riguarda. Vi ha detto dov’è?

— Altro che me lo disse!... ho fatto legger la lettera dal fornaio, e mi dice che è un letterone coi fiocchi... la guardi, reverendo, la guardi!...

Essa trasse di tasca la lettera di Adolfo e la porse a don Luigi, che la scorse rapidamente.

— Avete fatto più che bene a farmene avvisato, mamma Caterina; devo dare appunto informazioni di lui a persona che s’interessa vivamente di cosa che lo riguarda.

— Come scrive! non è vero? M’ha detto il fornaio che parla come un libro.

— È un buono e bravo ragazzo, e il cielo lo farà felice, mamma Caterina.