Egli sorrise.... e v’era tanta dolcezza in quel suo sorriso che Angela istessa si pentì all’istante di quel suo atto che forse poteva offendere la sua premurosa vigilanza...
L’ammalata parve raccogliersi in un pensiero... Angela ed il dottore la videro chiuder gli occhi come volesser ritenere il volo delle immagini che passavano nello spirito; scorse un istante, la sua fronte espresse un infinito senso di dolcezza... ne’ suoi occhi che si fissarono larghi, aperti, espressivi sul dottore, vagò un lampo di vita... Angela mandò un grido di gioja... anche il dottore sorrise, e parve aver letto più che Angela in quel sorriso... Egli ne ebbe quasi una rivelazione aspettata, perchè come per moto involontario si fe’ più presso all’ammalata la quale tratta di sotto alle coltri la mano gliela tese.
— Ebbene, marchesa?... domandò il dottore chinandosi sull’ammalata...
— Ho fatto un bel sogno, dottore, disse donna Caterina...
— Credete voi, dottore, che non possano sognare i moribondi?... Ho ancora tanto di vita che mi lascia pensare qualche volta... e lo devo a voi, dottore... continuò essa stringendogli la mano con espansione... aveva dei tristi pensieri oggi... vedete... non vi sembro ora rinvigorita?... che ne dite, dottore?..
La voce di donna Caterina erasi infatti improntata d’un’accentazione ferma... dolce... s’avrebbe detto che come per magica evocazione la vita rifluisse in quel corpo affranto...
— Diffatti, mormorò il dottore...
Angela baciò con trasporto la fronte dell’ammalata.
Donna Caterina fe’ segno al dottore che desiderava restar sola colla fanciulla, a cui sorrise con tutta l’espressione d’un amore che sa di sentire in sè un ultimo resto di forza per manifestarsi; il dottore si ritirò salutando.
— Angela... parlò l’ammalata poi che fu sola con essa, e poi che ne ebbe accarezzate le belle chiome e baciate le labbra... — mia buona Angela!... passarono tristi idee nel mio spirito da qualche ora in cui mi sento vicina alla morte... ho pensato a te, Angela... a te, che rimarresti sola... che ti ricorderai di me quando io non sarò più lì, al tuo fianco per animarti con una parola negli scoraggiamenti della vita!... per dirti, quando la delusione ti rapirà ai tuoi sogni, spera!... spera ancora, povero angelo!... Eppure, vedi!... ho fatto un sogno!... ho sognato che tu potresti aspettare che le politiche vicende permettano il ritorno di tuo padre, sicura di te stessa, sicura del tuo avvenire... ho sognato, Angela... che potrei chiudendo gli occhi alla luce sul mio guanciale... sorridere ancora di gioja invece di piangere di dolore.