Angela fissò lo sguardo in quello dell’ammalata, trepido, incerto... parve che ella indovinasse, o che avesse paura d’indovinare!... La morente continuò.... — Ho provato le mille volte un senso di terrore, all’idea di lasciarti esposta ai pericoli di questa corte libertina... sola... qui dove tutto si viola... dove le oscene canzoni cantate nelle damascate sale del duca Ferdinando, insultano ai gemiti soffocati nelle torri del suo Castello!...

— Che vuoi tu dire, madre mia!... balbettò Angela con terrore!...

— Voglio dire, riprese l’ammalata... che ho veduto un uomo spendere i suoi giorni, le sue notti insonni intorno al mio letto... e che mentre l’ho veduto prodigarti tutte le premure d’un fratello... l’ho veduto, Angela!... l’ho veduto guardarti con quella dolcezza che domanda una parola di concambio, per lunghi istanti!... rapito in te come da un pensiero che si svegliasse allora sepolto nel suo animo!... tu non hai compreso nulla, Angela!... Ma io sì che ho compreso!... io... che cercava intorno a te un cuore che potesse vivere per far lieta la tua esistenza!...

— Lui!... mormorò Angela pallida più della morente!... oh è impossibile, madre mia!...

— Egli ti ama!... Angela!...

— Il dottore!... ripetè la fanciulla come volesse persuadere sè stessa di ciò che aveva inteso, agitata da un vago senso di indicibile terrore.

L’ammalata la guardava con quel suo sguardo che parea le chiedesse un ultimo conforto.

Al pensiero d’Angela lampeggiò un baleno, quel baleno comprese tutta un’esistenza!... fu un risovvenirsi di ogni minimo particolare che era concorso a segnarne i passi... Bello della sua maschia fierezza, della sua ingenua lealtà, gli apparve Adolfo!... Adolfo, che aveva salvata la vita al padre suo generosamente esponendosi ai colpi di una masnada infellonita!... Adolfo... che ella aveva amato come sentiva di poter amare il suo cuore puro ed ardente!... che era scomparso dopo quella notte fatale in cui aveva perduto il fratello... Adolfo di cui più nulla aveva inteso... che le si era eclissato d’innanzi agli occhi abbagliati, come una visione; come uno di quei sogni durante i quali si teme di svegliarsi per non subire lo sconforto d’una delusione tanto più amara con quanto maggior fascino si offersero al nostro spirito!...

Poi l’immagine del dottore gli si era presentata vestita di fosche tinte... si rammentò che anche ad Adolfo era disgustosa quella sua quasi forzata intrusione nella sua famiglia... ma poteva ella farsi una giusta misura di questa impressione?... Non poteva essere una di quelle mille bizzarrie della sorte, per le quali si è inclinati talvolta a sentimenti inesplicabili di simpatia e di avversione?... Infine, che poteva ella imputare a quell’uomo tranne quel suo attaccamento geloso quasi, e che forse le tornava opprimente per la sua strana insistenza?... non era ciò in lei una sconoscenza, piuttosto... alla quale sentivasi in obbligo di riparare in ammenda dello sprezzo con cui talvolta aveva risposto alle sue cure, ed all’avversione con cui le aveva accettate?...

Oppressa sotto l’incubo di tali pensieri Angela si tacque e chinato il capo sul seno palpitante parea stesse in attesa d’una parola che dovesse piegarla fragile giunco sull’altare del sagrificio!...