Pareva uno scherno che finisse con un gemito....
Si gettò all’impazzata giù dalla scala.... scese nel cortile, e chiamò ancora.
Chiamò finchè nell’impotenza d’uno sforzo convulso la bile rimescolata nel sangue gli soffocò nella strozza la parola e ne uscì informe gorgoglio.
Nulla!... regnava nel palazzo un lugubre silenzio.... parvegli solo d’aver inteso un riso che nulla aveva d’umano.... Enrico si lanciò verso l’ala sinistra del caseggiato da dove gli parea fosse venuto quel riso.... si trovò d’innanzi la porta da cui si metteva ad una stanza dalla quale era uscito tanti anni addietro quando la vecchia Marta sentiva il martellar d’una picca, e le parve d’intendere il cader come d’un corpo nell’acqua che sotto vi scorreva, ed arretrò impaurito come se sovra quella soglia si fosse rizzato uno spettro a contendergli il passo!...
Quando i suoi compagni scesero in cerca di lui, lo trovarono ritto, immobile nel mezzo del cortile, fisso lo sguardo su quella porta ed in preda ad una di quelle arcane impressioni per cui il linguaggio umano non ha che l’enigma d’una parola, povera forma vincolata da mille convenzioni, fatua larva in faccia a quell’immenso mistero che è l’esistenza!...
CAPITOLO XXXV. Salvo!...
Il giovane cavallaro che aveva recato Adolfo sulla groppa del suo cavallo e che in sì buon punto era arrivato ad impedire che lo si finisse del tutto come quei messeri non avrebbero tralasciato di fare, come fu giunto al paese collo strano suo carico, fe’ avvisare padron Beppo, il quale fatte mille meraviglie per il che e per il come, dopo aver ordinato d’allestire il miglior suo letto, e chiamata la moglie a dargli mano fe’ trasportar sopra il ferito, mentre mandava tosto pel medico che non si fe’ aspettare.
Guardata la piaga, interrogati i battiti del cuore, la rapidità delle pulsazioni, egli dichiarò essere la ferita pericolosa, che però nessun organo vitale del petto era leso, e potersi sperare ancora la guarigione da una cura vigile ed assidua.
Fu avvisata Margherita, la sua vecchia governante che vi accorse piangente e disperata; venne il buon parroco ad averne nuova, e seppe come Ambrogio fosse caduto vittima di quell’aggressione che egli non sapeva a che attribuire ed a cui applicò il suo più semplice significato, e ritenne per un’aggressione nè più, nè meno di quelle che non eran troppo rare a succedere in quei tempi di violenze e di rapine....
Il carbonaro aveva espiata la sua colpa, Dio gli perdonerebbe.... ed il buon prete, ministro di perdono, pregò per lui, e credette colla preghiera intercedergli l’eterna misericordia ch’ei si era guadagnata coll’espiazione.