— Certo che c’è un mistero.... saltò su uno del crocchio....

— C’è.... altro che c’è.... borbottò un omaccione dondolandosi per darsi importanza.

— Bello!... soggiunse un terzo.... sta a vedere che cosa sia poi!...

— Ed è qui che vi voglio!... conchiuse mastro Antonio, girando d’intorno il suo sguardo che pareva lanciasse una sfida a tutta quella folla di curiosi...

— Sai qualche cosa... sai qualche cosa?... gli si domandò da tutte le parti... e il cerchio gli si strinse tanto vicino che ei dovette farsi largo colle braccia onde non rimanerne soffocato....

— Se ne so?... se ne so?... disse egli con mistero.... Nientemeno che ho inteso....

— Cos’hai inteso?...

— È una cosa da far strabiliare.... c’entra il diavolo come i santi nelle litanie!...

— Ve l’assicuro io, parola di mastro barbiere... figuratevi che venivo per la strada delle Pradelle.... era sera tarda.... c’era una nebbia da non vederci a un palmo, e passavo vicino al palazzo.... Potete immaginarvi se mi son guardato ben d’intorno.... ed ho veduto....

Nessuno del crocchio fiatava.... non si sentiva un alito, tutti eran sorpresi alle parole di mastro Antonio e pareva che coll’atto impaziente del pensiero, tutte quelle persone volessero collo sguardo fisso su lui, strappargliele fuor dal labbro... dal labbro che pareva fosse tanto tardo a mandarle fuori, quanta era l’ansia con cui ardevano intenderle... Era tanta la loro attenzione che nessuno di loro fe’ mente ad un nuovo personaggio arrivato per la strada della città e che visto quel crocchio a sollecito passo vi si avvicinò con qualche agitazione.