Ciascuno commentò quel racconto a suo modo e chi vi vide una cosa, chi l’altra, chi le streghe, e chi il diavolo e chi sospettò di qualche serio intrigo.
Il giovane dal feltro nero che non ne aveva perduta parola, s’era scostato guardingo dal gruppo e non appena vide che si disperdeva, rifatta la strada a solleciti passi, ristette poco distante dalla bottega di mastro Antonio e parve riflettere sopra una deliberazione che stesse per prendere.... Mastro Antonio il barbiere era entrato nella bottega... ei vi passò davanti, lo vide solo e schiusane in fretta la porta coll’atto di chi brami non esser veduto, si cacciò dentro e comparve quasi improvviso d’innanzi al barbiere.
Questi non potè rattenere un grido di sorpresa e forse di paura, impressionato com’era dal racconto che veniva d’aver fatto con tanto calore.
— Non sono nè un’ombra, nè un ladro.... s’affrettò a rispondere il giovane, che vedeva il barbiere spalancare su di lui due occhi spaventati; sono semplicemente un uomo che deve farvi una domanda.
— Una domanda? mormorò il barbiere, che riprendeva un po’ d’animo vedendo che realmente aveva a che fare con un uomo che non era uno spirito. Affè è uno strano modo questo di venire a far... la...
— È un modo qualunque per chi non voglia esser veduto entrare, e ne ho i miei motivi... Mastro Antonio... ho sentito il vostro racconto...
— Ne ho tanto piacere signore!... l’hanno inteso tanti... sarete uno di più...
— Forse uno di meno.
— Di meno cosa?...
— Uno di meno che ha creduto alle vostre fanfalucche di ombre e di spiriti... volete insegnarmi da dove avete veduto venir fuori l’ombra che accennavate?... il luogo dove è sparita, e dove avete inteso quel canto?...