Il marchese aveva cieca fiducia nelle parole dello straniero della cui lealtà, del cui zelo, e della cui maestria parevagli aver avuto ampie prove; prove che nessun suo atto palese valse mai certo a smentire per quanto l’oprar suo lo si fosse diligentemente interrogato in ogni suo minimo dettaglio!...
Fu la prima volta che dopo un periodo abbastanza lungo di tempo, in Angela ed in Adolfo si ridestassero le vaghe loro apprensioni riguardo al dottore, come al suo primo introdursi nella famiglia del marchese.
Si danno strani contrasti nell’anima umana di cui a sè stessi non si sa molte volte render ragione!... Forse a sviluppare questo senso disgustoso, era per i due giovani bastevol causa il sapere come ei col suo consiglio fosse causa che venisse loro tolta quella libertà che ivi così ampiamente godevano, che molto loro pesava quel doversi vincolare a que’ legami di convenienze e di formule imposte a legge dal rigore dell’etichetta aristocratica delle Corti, al cui contatto era pure indispensabile che si fossero trovati benchè interamente non ne facessero parte, e solo vi fossero annessi per la posizione politica occupata dal marchese!...
Il dottore s’era da qualche tempo diffatti reso con assiduo scopo quasi indispensabile alla famiglia del marchese; si ricorreva a lui per consigli in ogni più ardua emergenza, tanto più poi per la cura igienica ch’egli aveva diritto di tracciare pel completo sviluppo della salute di Angela, ad onta che ella dicesse al padre sentirsi tanto bene da non abbisognare di nulla!...
V’era un sentimento che taceva soffocato nell’animo di Adolfo, e che insensibilmente ne assorbiva tutte le aspirazioni; un’idea che egli sentiva come se si fissasse nel suo pensiero; era il ritorno al suo passato, alla vecchia Margherita che aveva lasciata al suo villaggio natale, e che gli rendeva conto delle sue cose, lamentandosi sempre della sua assenza; in ogni lunga lettera ch’essa faceva scrivere dal Curato del villaggio eravi una preghiera ardente che ne sollecitava il ritorno acciò potesse prima di morire chiudere gli occhi, baciata dal figlio della sua Giulietta!... Ella, che aveva alimentato col latte del suo seno e per cui avrebbe data volontieri la vita. Collo scorrer dei giorni, in quella novella vita del giovane che non era più tutta assorta nel pensiero della sua felicità, quelle memorie del passato a cui egli si sentiva legato per un voto terribile quanto sacro... rivivevano in lui ardenti come il pensiero che le evocava... gli ritornava in pensiero la ricordanza terribile d’una notte di sangue; quella notte in cui egli aveva veduta sua madre moribonda stringersi al di lui seno e farsene egida contro un uomo che sul suo letto di agonia veniva ad insultare beffardamente alla sua vittima; egli ricordava vagamente quel suo sogghigno da demone, si ricordava che sua madre cadendo... gli aveva mormorato... è l’assassino di tuo padre!... si ricordava che il nome di quest’uomo era rimasto soffocato sulle labbra della morente; che con lei era sceso nel suo sepolcro!... Una lagrima ardente gli rigava le gote a quel terribile ricordo che ridestava nel suo animo il pungolo del rimorso. Cosa aveva egli fatto per vendicare sua madre che moriva maledicendo al miserabile?... che aveva egli fatto per vendicare suo padre?...
Egli si era addormentato sul seno dell’amore, aveva lasciata la casa dove era morta sua madre e nella quale viveva la ricordanza del suo giuro di vendetta!... quel giuro che adulto aveva sciolto sulla tomba della vittima. Egli aveva tutto dimenticato!... Ma d’altronde lascierebbe egli Angela?... quella vaga creatura che era tutto per lui!... l’angelo che la previdenza aveva collocato sul suo sentiero, quasi per riconciliarlo colla vita, per lanciarsi verso un avvenire ignoto?... d’innanzi a lui... di faccia al suo giuramento di vendetta v’era l’impossibile... v’era il segreto d’una tomba e le tombe sono fedeli custoditrici dei loro segreti!...
Tali pensieri si agitavano nell’animo del giovane la di cui anima fremeva nell’impotente sforzo d’un pensiero che lottava invano contro la fatalità!... Angela ne calmava i subiti trasporti, le tetre concentrazioni, con qualcuna di quelle sue dolci parole che sì care gli scendevano all’animo come balsamo vivificante!... Il dottore continuava assiduo le sue visite, e nella mente di Adolfo crescevano le apprensioni... ei si richiamava quel volto, che doveva aver veduto altra volta... egli intravvedeva quel sorriso che aveva veduto su altre labra, forse su quelle istesse!... e ve lo avevano modificato gli eventi che tutto distruggono o variano col loro incedere travolti nella corsa impetuosa del tempo. Ma in lui, nulla pur sempre poteva svilupparsi oltre a questa indefinita e lontana rimembranza verso la quale affannavasi il suo spirito e che vestiva le forme d’uno stravagante e vago delirio!...
Una sera mentre tutta la famiglia era raccolta nella sala di conversazione del marchese, è recata una lettera all’indirizzo di Adolfo.
Il giovane la legge, la sua fisonomia si altera, un senso feroce di gioja traspare dai suoi lineamenti... Involontariamente nel volger degli occhi, si trovò d’innanzi lo sguardo freddo, severo del dottore che parea ne scrutasse l’emozione evidente.
La lettera era in brevi termini concepita.