Era sopra a quel piccolo e leggiadro terrazzino che soleva recarsi anelante, tremebonda, ad aspettare una parola che alimentasse la vita del suo cuore, come essi aspettavano la rugiada della sera per aprirsi rigogliosi col mattino.
La buona signora Caterina... la madre della fanciulla, notava quello sviluppo del cuore e dell’intelligenza e ne gioiva, come gioiva Adelia quando vedeva sul suo cespo sbucciar la rosa che aveva fatta germogliare con tanta cura!...
Era il frutto della sua educazione semplice e pura, che aprivale innanzi i suoi tesori. Povera madre!... Credo che gli angeli, che la sublime poesia del cristianesimo ha simboleggiati con immortali simulacri, sorridessero del suo sorriso: ma non sempre sul ramo della rosa canta l’usignuolo!... Anche fra i pruni egli modula la sua canzone d’amore!... Povera Adelia!... In faccia alla buona madre era così modesta la parola di Carlo!...
Quando si stringeva al petto l’innocente fanciulla, baciandola sulla fronte, era così commossa la sua voce...
La menzogna può ella vestire una forma così turpe?
L’anima può ella insudiciarsi nel lezzo della colpa, quando espande dalle labbra un profumo di cielo?...
Era una sera... la madre incomodata lievemente, erasi coricata: Adelia che intenta la vegliò sino ad ora piuttosto tarda, diè a lei la felice notte con un bacio, poi si ritrasse nella sua cameretta.
Poco vi stette; tacita tacita s’avviò verso il terrazzo...
Perchè trema così la sua mano che si appoggia alla spalliera di marmo dei suoi fiori?... È un fremito dolce che investe le sue fibre... È l’ansia d’un cuore per cui non è vita che tra le braccia dell’essere a cui ha consacrati tutti i suoi palpiti!... un istante!... un altro ne trascorre accelerando le pulsazioni febbrili... un supremo!... poi... il paradiso d’un amplesso!...
Carlo è là... bello... sorridente... La sua voce non ebbe mai così soave accento!... la sua mano non fu mai così ardente!... La sua pupilla non mandò mai lampi di un tanto amore!... Era ben amore quello che dentro vi raggiava!... Era un fuoco sottile, struggitore, che s’infiltrava nell’animo della giovinetta sino a farle smarrir la ragione!...