Essi erano là... assisi l’uno presso all’altra!... il cielo era gemmato di stelle... i neri e folti capelli della giovinetta le cadevano in abbandono sugli omeri di neve... l’aria tiepida della notte scherzava tra essi, e pareva che mormorasse al loro orecchio una parola soave d’amore che essi soli comprendevano.

Carlo intrecciava le sue braccia al collo della fanciulla... e la guardava con uno di quegli sguardi lunghi... ansii... pieni d’inebriante voluttà... di domande a cui non si risponde, ma che si sentono dominarci... Ammutoliti entrambi tacevano... eppur tacendo parlavansi strane parole. Il cuore della fanciulla si sentì serrato; il suo pensiero ebbe una vertigine. Il giovine la strinse al seno, non vide più che quel volto raggiante d’amore!... non aspirò che l’alito infuocato che gli usciva dalle labbra curve sovra le sue nell’atto d’un bacio... Se la terra le si fosse sprofondata sotto ai piedi, ella non avrebbe amato di meglio che disfarsi nel nulla nella foga delirante di quell’ora d’amore!...

CAPITOLO V. Sempre così......

Abbandono!... suona ben trista sul labbro questa parola... Quante memorie di piaceri, di speranze... di gioje sfumate, di desideri incompiuti... che passano d’innanzi allo sguardo lasciando nell’animo lo sconforto ed il dolore!...

Se l’autunno è la più mesta stagione dell’anno; se l’Ave Maria è l’ora più mesta della sera... l’abbandono è la più mesta parola che amareggi anima mortale nell’ora dell’affanno, quando egli batte inesorabile alla nostra porta chiedendo ad ognuno la sua quota di lagrime.

Era sparito il roseo incarnato che faceva così belle le guancie della fanciulla... i suoi occhi hanno perduta la loro gioviale vivacità, eppure quanto sono ancor belli!...

Invano la buona madre le sta intorno con affannose domande: — inginocchiata innanzi ad un’immagine di Maria che imparò a pregare sin dall’infanzia essa prega... e confonde alle parole rotti singulti. Per chi prega essa?...

Carlo non frequenta più così assiduo la famiglia.

— La nostra posizione ha bisogno di riguardi — susurra egli all’orecchio della giovinetta.

Un sinistro presentimento getta la tempesta in quel povero cuore; un terribile pensiero la spaventa; nelle angoscie del dubbio ella si strugge sotto gli occhi di colei che daria la vita per veder rifiorire sul suo volto quel sorriso che la faceva tanto beata!