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E, mentre che dormiva, un uom selvaggio, vedendol sí ansar, per ch'era lasso, la dama ne portò dal bel visaggio, e sotto il capo gli ebe messo un sasso. Nel secondo cantar vi conteraggio come si trovò solo in su quel passo, e po' come per forza e per amore racquistò la donzella, al vostro onore.
SECONDO CANTARE
1
Divina Maestá, superna Altezza, da cui le grazie vengon tutte quante, prestami grazia con tanta fortezza, ch'i' possa seguitar di Gismirante e della dama adorna di bellezza, che gli fue tolta per dormire avante da l'uom selvagio, che la porta via, com'io vi dissi nel cantar di pria.
2
Vo' sapete, signori e buona gente, che molte cose si facien per arte, ed io v'intendo nel cantar presente di raccontare quie alcuna parte, che per darvi diletto chiaramente di novitá, cercando vo le carte, e quel, che piace a me, vi manifesto; e torno a Gismirante, che s'è desto.
3
E, non trovandosi al capo colei per cui e' s'era afaticato molto, con gran sospiri piange e dice omei, dandosi spesso delle man nel volto; e dicea:—Iddio, ben saper vorrei, almen saper chi tanto ben m'ha tolto.— Afogato si saria veramente se non che la fata gli tornò a mente.
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