E, cavalcando per la selva scura, pervenne a luoghi molt'aspri e crudeli e poi, pensando sopra sua ventura, ed una damigella senza veli l'apparve e disse:—Non aver paura, ch'i'so dove tu vai, benché tu 'l celi; ma tu seristi a troppo gran periglio, se tu da me non avessi consiglio.—
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Ed egli, udendo ciò, guardava fiso la biondissima e vaga damigella: a li capelli ch'avea dietro al viso portava d'òr legata una cordella, dicendo:—Dama, angel di paradiso, che luci piú che la Diana stella, deh, dimmi perch'io vo, se tu lo sai, e poi ti crederò ciò che dirai!—
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Ed ella, rispondendo al suo dimando, a motto a motto tutto gli contòne com'e perché n'andava, e come e quando e' s'era mosso per cotal cagione. E Bruto disse:—I' mi ti raccomando che m'aiuti fornire mia 'ntenzione. Oh, dimmi il modo che ti par ch'io pigli, ch'io no' mi partirò di tuo' consigli!—
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Ed ella disse:—Ben t'aterò alquanto, se per mio senno portar ti vorrai. Sappi che quel che tu brami cotanto in nulla guisa acquistar non potrai, se primamente tu non ti dá' vanto d'avere amor di bella donna, s'hai, piú ch'alcun altro cavalier che truovi, e per battaglia poi convien che 'l pruovi.
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Ma nel palazzo non potra' entrare, se 'l guanto de l'uccel non hai primieri, e tu quel guanto non potra' 'cquistare, se non combatti con duo cavalieri, i quali son posti 'l guanto guardare, e son gioganti molti arditi e fieri Se tu gli vinci, non toccar da loro, ma spicca tu da la colonna d'oro.—
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