E grande festa gli fe' il re di Francia, chéd amendue eran perfetti amici. De' saracin v'era la gran possanza, e tutte piene n'eran le pendici; molti cristiani v'eran per certanza, e molti cavalier v'ha da Parigi: da l'una parte e l'altra acampati, cristiani e saracin sono ischierati.

6

Vedendo il Capitan tanta puntaglia di cavalieri da ciascuna parte, di grazia chiese la prima battaglia: il re gliel concedette, onde si parte. Disse a sua gente:—Se Cristo vi vaglia, siate ben franchi, ché sapete l'arte!— Onde tosto percossono a' nimici: la prima ischiera mise alle pendici.

7

Non era in 'Tália uom tanto possente, com'era questo gentil Capitano: e' con sua forza e con sua buona gente diede isconfitta al populo pagano; e il re di Francia ancor similemente, colla suo gente del popul cristiano, a' saracini dieron tal trafitta, che per forza gli mise in isconfitta.

8

Color fuggendo e costoro incalciando, durò la caccia piú di dieci miglia. E lo re poi, a Parigi tornando, menò molti pregion con suo famiglia: e la reina ch'aspettava, quando rivide il Capitan, per mano il piglia. E', vedendosi far tante carezze, subito inamorò di sue bellezze.

9

Cavalcando con lei a coscia a coscia, non si iscopria né in fatto né in detto. Giunti in Parigi, la reina poscia il convitava co' molto diletto, ed e' sentiva l'amorosa angoscia; e, trovandosi un dí con lei soletto, richiesela d'amore: a tal cagione il fe' pigliare e mettere in prigione.

10