E po' col re tutto il fatto ragiona, laonde il re ne fue molto dolente; ma, guardando l'onor della corona, co' savi suoi si consigliò al presente. Ciascun dice di perder la persona: rispuose il re:—Non ne farò niente; ma io condanno quel vembro in due once, che le parole disse tanto isconce.
11
Po' fece il Capitano a sé venire, ed e' si venne tutto isbigottito. Il re gli disse:—Come avesti ardire di farmi oltraggio, avendomi servito? Ma tu se' degno in tutto di morire, bench'io non aggi' tuo fallo seguito; a ciò che la tua vita non s'istingua, sieti tagliato due once di lingua.—
12
El Capitano disse:—I' vi ringrazio, ch'io veggio ben ch'io son degno di morte: ma cento giorni i' v'adimando ispazio prima ch'io venga a sí malvagia sorte.— Il re lo fece di quel voler sazio; fecel rimetter nella pregion forte. Egli poi iscrisse a la sua donna ardita, com'egli era a pericol della vita.
13
Quando la donna intese le novelle del Capitan, che piú che sé l'amava, delle mani si die' nelle mascelle; subitamente in zambra se n'andava, e, non potendo immaginar cavelle dello suo iscampo, ella s'inginocchiava divotamente innanzi al Creatore, e piangendo dicea con gran dolore:
14
—O Signor mio, ch'a Maria Madalena tu perdonasti, non mi abandonare, ch'i' veggio ben che la fortuna mena il mio marito a mala morte fare: ma, se mi doni grazia e tanta lena, ch'io di pericolo il possa iscampare, i' ti prometto, ch'i'ho fatte assai disconce cose, ch'i' non farò mai.—
15