Poi la reina fe' per suo contado tutta la strada, dove de' passare, quaranta miglia coprir di zendado, e poi la piazza, ove dovía smontare, di drappo d'oro coprir, che di rado sí bel si vede mai adoperare. Giunto ch'è il re, la festa e l'allegrezza fu tal, che a dire mi sare' gravezza.
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Ma, poi che 'l fu ne la sedia reale, parlamentò sí ben, che ognun da canto diceva:—Il nostro signor naturale parla per bocca di Spirito santo. E certi sián che 'l Re celestiale colla sua man l'ha fatto tutto quanto, però ch'uscito par del paradiso.— E ciascun si partí con giuoco e riso.
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E lo re poi, per piú chiaro mostrare che 'l fosse maschio com'era tenuto, apparò di schermire e di giostrare, ed in ciascuno fu ardito e saputo. Cantar sapeva e stormenti suonare, di gran vantaggio l'arpa ed il liuto: sí che di sua virtú per ogni verso fama n'andò per tutto l'universo.
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Ed in quel tempo avía lo 'mperadore una figliuola grande da marito; e disse al papa un dí:—Santo pastore, mia figliuola vorrebbe anello in dito; ond'io ne sto in pensiero a tutte l'ore, poi che non so chi sia di tal partito: se ne sapete alcun, che a lei si faccia, di maritarla priego che 'l vi piaccia.—
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Sapendo il papa la magnificenza de lo re d'Oriente e sua vertute, disse a lo 'mperador la convenenza. —Questi sará di tua figlia salute: però che, s'ella ha bella appariscenza, odo ch'egli ha tutte virtú compiute: da lui 'n fuor, non so in cristianitade chi degno sia di tanta nobiltade.—
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