Lo 'mperador ne fu molto contento, e lettere fûr fatte e suggellate, e per ambasciador di valimento a lo re d'Oriente fûr mandate. E lo re l'accettò di fin talento; poi disse a que' messaggi:—Or m'aspettate;— e poi le lesse in zambra saviamente, con donna Berta e la madre presente.

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Quando leggendo intende la scrittura, come lo 'mperador gli vuol dar moglie, non sentendosi maschio di natura, egli e la madre parean pien di doglie. E donna Berta s'impromette e giura di riparare a ciò, sed e' la toglie; dicendo:—Scusa parrebbe disdegno, onde distrutto saria questo regno.—

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E lo re fe' chiamar l'ambasceria, e disse lor:—Signori, in veritade, che tutto 'l tempo della vita mia promesso aveva a Dio verginitade; sí che per tal cagion grave mi fia offender la divina Maestade: ma, per aver con lui perfetta pace, son per far ciò ch'allo 'mperador piace.—

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E fece ragunar sua gente apresso, e in parlemento fe' dir l'ambasciata, e tutta la sua gente gridò ad esso: —Facciasi ciò che dice la mandata.— E, fatto nel Consiglio il compromesso, per cavalcar si fe' l'apparecchiata. Quando il re fu per mover la mattina, s'inginocchiòe e disse alla reina:

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—Forse che piú non mi rivedi mai; ond'io ti cheggio la tua benezione.— E la reina allor mise gran guai, e cadde in terra per quella cagione. E donna Berta le disse:—Dove hai, reina, il senno e il core di lione?— E la reina disse:—Omè! non dire, ch'io veggio andar la mia figlia a morire.

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