4

Entrato in Roma, tutte le persone si maraviglian della sua bellezza, dicendo:—Questi è piú bel che Assalone, ed angiol par de la divina Altezza.— E 'l santo papa seco nel menòne al suo palagio, che ne avea vaghezza; e, dismontato, sempre donna Berta vuol presso a lui, perché di senno sperta.

5

E, poi che il re si fu posato alquanto e ragionato col sommo pastore, quando fu tempo, disse al padre santo: —Andiamo a corte dello 'mperadore.— E fûrsi mossi e cavalcaron tanto, che giunti fûro al palazzo maggiore; isceson da caval, salîr la scala, lo 'mperador trovâro in su la sala.

6

E lo re corse e gitòlisi a' piede, e salutollo da parte di Dio. Lo 'mperadore, che sí bello il vede, disse:—Ben sia venuto 'l figliuol mio! Poi ch'è piaciuto al papa, sua mercede, se se' contento tu, son content'io.— Rispose il re:—Santissima Corona, io sono vostro in avere e in persona.—

7

Lo 'mperadore allor chiamò la figlia, e dimandolla se per sposo il vuole. Ella, che inver' di lui alzò le ciglia, e rilucente il vide piú che 'l sole, rispose, tutta di color vermiglia: —O padre mio, perché tante parole? poiché a voi piace, ed io ne son contenta. Ma lo 'ndugiare è quel che mi tormenta.—

8

Il padre tenne il dito a la donzella, presente molti re, conti e marchesi; e lo re la sposò con cinque anella piú rilucenti che carboni accesi, e valean piú di quindici castella, de le miglior di tutti que' paesi; e se ne fece festa in tutta Roma, tal che per tutto il mondo ancor si noma.