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E 'l re pose la mano a sua natura, com'ebbe inteso l'angiol prestamente, e ritrovossi sí fatta misura, che comparir poteva arditamente. Di che molto nel cor si rassicura, e cominciò a cantar divotamente: —Te Deum laudamus;—e, poi si fu armato, partissi da quel luogo ov'era stato.
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Lo 'mperador, che noi trova la sera, a Roma fe' bandir senza dimoro che 'l si cercasse con gran luminera per quella selva, la notte, ogni foro; e chi 'l trovasse in alcuna maniera, da corte arebbe poi mille once d'oro; sí che gran gente la selva cercava, e la sua sposa, che piangendo andava.
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E quando venne sú l'alba del giorno, cercando per la selva, ebber udito cantar quel salmo, ch'è cotanto adorno, in quel vallon, che ancor non era uscito. Per quella voce andâr tanto dintorno, che ritrovâro il re, ch'era smarrito. Se la moglie fu lieta in su quel tratto, ben sarà piú com'ella saprà il fatto.
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E come il re fu montato a cavallo, e la novella a Roma inanzi gía, com'el tornava piú chiar che cristallo con la sua sposa e con la baronia, lo 'mperadore spera senza fallo farlo morir, se quel che crede sia, e come giunse quel signor sovrano, lo 'mperador li disse a mano a mano:
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—Perché ti déi sentir alcuna doglia, non ti vo' dimandar, se non ti posi; ma di presente in quel bagno ti spoglia, che v'è unguenti molto preziosi. Spogliossi il re, che n'aveva gran voglia, per far le donne e quei baron gioiosi, e mostrò lor sí bella masserizia, che tutta gente si ne fe' letizia.