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Lo imperador, di voluntate acceso, la gente caccia e poi al re dicía: —Dove andastú?—Ed ei disse:—I' fu preso nella foresta d'Enoc ed Elia, che con certi altri mi portâr di peso dove si sta con gioia tuttavia: ciò fu nel paradiso luziano, dov'era Salamone allegro e sano,

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el qual mi disse ch'a voi era detto ch'io femina era, e non disse da cui. Sí ch'io lassai quel loco benedetto, per trar d'errore voi ed anche altrui; e quei, che mi portâro, con effetto mi puoser là dov'i' trovato fui.— Disse lo 'mperador:—Lasciamo andare: tu m'hai contento; vatti a riposare.—

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E la mogliere soffería gran pena del gran disio di trovarlosi in braccio, perché di prima sapeva la mena, e non sapeva poi il suo procaccio, presel per mano e in camera si 'l mena, dicendo:—Amore, andiamci a letto avaccio!— Poi fêr nel letto l'amorosa danza, come tra moglie e marito è l'usanza.

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Poi ch'ell'ebbe assaggiato quell'uccello, disse:—Amor mio, onde avestú questo?— Ed e' rispuose:—L'angiol Gabriello, come Dio volle, me 'l fe' manifesto. Non maraviglia s'egli è buono e bello— dissele,—se dal ciel venne sí presto. E lo re disse:—Vorrei ch'al presente tornassimo a mia madre in Oriente.—

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Ed ella fu contenta, e 'l giorno poi disse allo 'mperadore il suo disio: —Concedi, padre, in quanto non ti nòi, ch'i mi diparta col marito mio.— Ed ei rispose:—Quando piaccia a voi, andate con la benezion di Dio.— Ond'ei s'apparecchiâro di vantaggio e dipartirsi con gran baronaggio.