Veggendo la reina dal balcone quel dimonio parlar sí aspramente, di botto fu gittata in orazione, dicendo:—Iddio, come veracemente liberasti da man di Faraone quel Moisé col popol tuo servente, ben ch'io no' ne sia degna come lui, libera noi dalle man di costui.—
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E, detta l'orazion, l'agnol di Dio gli apparve e disse:—Non aver temenza, ché 'l venir di costui, ch'è tanto rio, permesso fue per molta altrui fallenza. Ma, se tu vuoi vedere il tuo disio, va' francamente nella sua presenza, dicendo: "Verbum caro factum este", e vederai sue forze manifeste.—
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Poiché partito fu l'agnol veloce, e la reina, come gli avea detto, si fece in fronte il segno della croce, ed andonne al vicar di Macometto. E, come giunse a lui, ad alta boce: —Verbum caro—gridò; e 'l maladetto con sua gente sparí immantenente, lasciando un corpo molto puzzolente.
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Come fu dileguato Ronciglione co' porci, che l'andavan seguitando, cominciâro a uscir fuora le persone, ch'eran fuggite prima spaventando. E' sacerdoti con gran divozione andavan per la terra predicando, dicendo:—Immaginate che governo den' far costor dell'anime d'inferno.
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E immaginate che mille cotanti son piú feroci gli altri che vi stanno! E sempre stride e dolorosi pianti fanno color che a quelle pene vanno. Desiderate udire e' dolci canti che 'n paradiso e' santi angioli fanno: ma chi qui de' peccati non si pente, non puote andar fra sí beata gente.—
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