Co' questa donna Arnaldo mantenea dentro in Gironda la nobil cittade: e l'un de l'altro figliuol non avea, e non potea la donna ingravidare. Come a Dio piacque ed a santa Maria, la donna un giorno si prende a parlare, disse:—Arnaldo, son grossa per ragione; avrem figliuoi, se piaccia al Creatore.—
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Donne e donzelle ed ogni cavaliere, tutta la corte di quel si ragiona: Arnaldo di Gironda, il pro' guerriere, cogli altri cavalier ne fa gran gioia: poi venne il tempo che la sua mogliere li parturí, senza nessuna noia, ed in nel parto fece una fantina, che fu piú bella che rosa di spina.
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Le balie immantenenti le fûr pòrte che la fantina dovesson servire. Arnaldo di Gironda e la sua corte cogli altri cavalier sí prende a dire: —Come avrá nome la fantina forte?— e ciascun dice:—Fatela venire.— La fantina davanti fu arecata, e ciascun dice:—Eléna sia chiamata.—
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Arnaldo di Gironda, il pro' guerriere, poi che la figlia fu da maritare, la mandò a Carlomagno, lo 'mperiere, che ne facesse la sua volontade: Carlo la die' a un prode cavaliere che di Parigi era podestade: da Mompolier fu il cavalier pregiato, messer Ruggieri per nome chiamato.
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La roba, ch'ebe in dote la fantina, si fu Gironda, la nobil cittade; Arnaldo andò a star presso a la marina ad una terra piena di bontade. Rugier duo figli ha de la bella Eléna, che riluceano molto in veritade; l'uno ebe nome Arnaldo del cor fino, e, per Gironda, l'altro, Girondino.
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