Elena disse:—Padre e vita mia, un gran dono ti voglio adimandare, e pregoti per la tua cortesia, ciò ch'io dimando non me lo negare. Ruggieri è lasso piú che mai ne sia; quel ch'egli ha fatto non si può stornare; s'egli lo fece, e' si è ben pentito: or li perdona, ch'egli è mio marito.—

69

E 'l padre disse:—Da poi che ti piace, manda per lui e fallo ritornare, ed io li renderò triegua e pace, e per tuo amor io li vo' perdonare: davanti a Carlo, ch'è signor verace, come da prima, ti farò sposare: piú bella coppia non si vide mai, ancor potrete aver figliuoli assai.—

70

E per messer Ruggieri e' fu mandato, ed a la corte fu fatto venire: davanti a Carlo si fu inginocchiato, e disse:—Io son ben degno di morire.— Elena e 'l padre sí gli ha perdonato, ciaschedun di buon core, a lo ver dire: come da prima, l'ha fatta sposare: grande furon le nozze e 'l desinare.

71

Fatta la pace di messer Ruggieri, Elena e 'l padre sí gli ha perdonato: tornò in Gironda col suo cavalieri, da molta gente e' fu acompagnato. A mala guisa sí vi andò Guarnieri; di quel che disse, mal glien'è incontrato. Cosí avvenga a ciascun traditore! Questo cantare è detto al vostro onore.

XII

CERBINO

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