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Cenato c'hanno, senza uscir da mensa, sul tavolieri incominciorno il giuoco, perché colei nell'animo suo pensa come potesse far ardere il fuoco; e talvolta sospira, e poi ripensa com'ella possa fare a poco a poco; e la sua fantasia avea trascorsa com'ella possa tôrgli quella borsa.

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E finge, e dice:—O traditor d'amore!— E con queste parole poi sospira. Costui, ch'aveva giá ferito il cuore, alle parole sue pose la mira: —Costei non ha marito né signore,— tanto che questo alle sue voglie tira; e diceva a costui nel sospirare che gli voleva in secreto parlare.

32

Tanto che disse:—Poi ch'amor m'ha giunto e forzami a seguir tutte tue voglie, io son regina, com'io t'ho riconto; se ti piacessi di tôrmi per moglie, di te come di me sia fatto conto. Cosí fortuna adempie le sue voglie. Ma non fare' cotal cosa altrimente, se non mi fai della borsa un presente.

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E vo' che, come sai, anche a me insegni. Veggo che fai de' fiorini a tua posta; e di tal cosa non vo' che ti sdegni; non so come tal cosa sia composta.— Costui gli disse:—Guarda questi segni, che, se pigli la borsa senza sosta e che la scuota per li pellicini, n'uscirá sempre fuor cento fiorini.

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—Questo è per certo una mirabil cosa! I' ti farò signor di questo regno, e sarò, com'io dissi, poi tua sposa, se di tal grazia fai l'animo degno!— Costui, che 'l cuor in corpo non gli posa e vede riuscir il suo disegno, gli disse:—Io son contento: io te la dono, se farai prima quel ch'io ti ragiono.