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—Ista' cosí un poco e lá verrai, ed io m'avvierò, ma vien' lá solo. Quivi soletta tu mi troverai.— E cosí seppe ben tirar l'aiuolo, diègli la borsa, e non credette mai esser piantato cosí a piuolo. Costei n'andò ed in zambra si misse. Prima avea detto che Biagio venisse,
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ed avvisato i servi di tal fatto: —State qui fermi, che non vi partiate; se Biagio d'entrar qui fa alcun atto, fate che dentro entrar non lo lasciate e fategli, oltre a questo, miglior patto: dategli a conto dieci bastonate. Dite che non sappiate chi si sia e, scossogli il mantel, cacciatel via!—
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Ecco che Biagio s'accostava a l'uscio, onde un gli disse:—Che vai tu cercando? Biagio, ch'aveva il cervello nel guscio, disse a colui:—Io ti farò dar bando! Benché tu porti il piede nel camoscio, ascolta quel che ti vo ragionando: io non istimo nulla il tuo parlare, e voglio alla regina dentro entrare.—
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Eccoti giunti quattro mascalzoni e cominciôrgli a scardassar la lana. Trovossi in mezzo di quattro bastoni, ch'ogni volta cascava in terra piana; ed ebbe frutti di molte ragioni, che rimbombava come buca e tana. E fêrno uscire il mostro fuor del guscio, ed a quel suon si trovò fuor dell'uscio.
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Non sa costui che fare, il meschinello; ma dipartissi, solitario e cheto, tornando inverso Roma, il poverello; e ritrovò i compagni, ciascun lieto; e disse ad un di lor:—O car fratello, bisogna che mi presti il tuo tappeto, perch'una donna m'ha gabbato a forza e con inganni m'ha tolta la borza.