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—Il mio tappeto non ti vo' prestare, che ho paura che lo perderesti. —Io voglio nella zambra sua entrare, sí che bisogna che tu me lo presti; io voglio la mia borsa ripigliare.— Tanto che pur sono d'accordo questi; e misseselo addosso e tirò via ed al palazzo di costei giugnía.
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Giunto che fu di costei al palagio, subito in zambra entrò per la finestra, e vide la regina star ad agio; ma ella se ne accorse molto destra. però che giá invisibil non va Biagio. Lei, che di simulare era maestra, e disse:—Molto m'hai fatta stupire, perché tardato hai tanto il tuo venire.
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Io non so la cagion del tuo tardare. Hammi tu forse al tutto rifiutata? —Adesso, che m'hai fatto bastonare, tu vuoi mostrare di non esser stata? —Biagio, tu mi fai ben maravigliare di questa cosa che tu m'hai parlata.— E lui sí li contava la cagione, e lei fingeva d'averne passione.
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—Vo' che mi cavi un dubbio della testa, ch'i' son del caso impallidita e smorta: perché io ti vidi entrar per la finestra? perché non sei venuto per la porta? —Sí ho questo tappeto in mia podésta, mi porta dove voglio senza scorta. —Cotesto mai non crederei giá io, se non provassi cotal cosa anch'io,
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ché questa pare pur cosa incredibile; io mi stupisco e non lo posso credere!— Rispose Biagio:—Io so che gli è possibile— e che provasse cominciò a credere. —Dimmi—diss'ella—se si va invisibile con quest'addosso, se mel vuoi concedere. —Invisibile vassi—disse Biagio:— tu lo puoi qui provar per lo palagio.