La prima cosa, distese il tappeto, che tolse a Biagio, in mezzo del solaio. Biagio stava a veder e stava cheto. Prima n'avea sottomesso un vaio e molte gioie, auditor mio discreto, che valean quelle cose un gran denaio;— e poi vi misse, senza far soggiorno, quella borsa di Biagio ed anco il corno.

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Molt'altre belle gioie e belle cose, che sarebbe a contare un lungo dire, che le molte parole son tediose. E cominciò la donna a Biagio a dire: —Non son queste mie gioie graziose? —Sí—disse Biagio—invero, a non mentire.— Disse la donna:—Stu mi guarirai, quanto tu vuoi di questo piglierai.

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Disse Biagio:—S'i' torno in mie contrade, non mi manca né gioie né danari; non istimo castella né cittade, che non si trova al mondo uno a me pari. I' fo per poter dir la veritade di questa cosa, e di far tutti chiari chi mi domanderá del tuo tesoro; com'ho veduto cosí dirò loro.—

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—Perché tu possa meglio raccontare, io ti vo' dir di tre cose, in segreto: codesta borsa per cotal affare, e questo corno con questo tappeto, il lor valor non si potria contare. E, perché tu ti parta da me lieto, i' ti vo' la virtú di tutte dire, acciò che 'n tuo paese il possi dire.

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La borsa (nota, perché dir lo possa a chi tal fatti avesse domandati), per ogni volta che gli do una scossa, e' casca quivi ben cento ducati. Ogni volta che 'l corno sonar possa, vien dieci squadre qui d'uomini armati. —Questo è gran caso—Biagio allor rispose. Disse la donna:—E c'è piú belle cose.

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