Questo tappeto, chi l'ha sulle spalle, se colui che l'ha addosso vuol che porti, lo porterá persino in Roncisvalle, e contra lui non val mura né porti, e passa monti e ciascheduna valle; e' venti come lui non van sí forti. Non è questa gran cosa? Dimmi tue di queste cose ch'abbia tal virtue.—
46
Biagio prese la borsa con la mano e 'l corno ancora, e disse alla regina: —Se fusse quel che dici, intendi sano, al mondo non fu mai cosa sí fina.— E poi prese il tappeto di tostano, misse alle spalle e poi disse:—Cammina!— E lassò quivi le gioie cascare, E la regina incominciò a gridare.
47
Corsero i servi sua a quelle grida, e dissen tutti quelli:—Che vuol dire? Rispose la regina:—A chi si fida, come a me, suole sempre intervenire; ora e' convien che di me ben si rida, tal che per questo credo di morire.— E disse a' servi sua questa ragione, e quel maestro n'è tutta cagione.
48
Biagio fu in poco spazio a' suoi compagni, e contò di ogni cosa il fatto appieno, e com'egli avea fatto buon guadagni, che un'altra volta sia di senno pieno; e, perché di color nessun si lagni, e' si cavò la sua borsa di seno e, perché ben da lui sien ristorati, donò per un cinquecento ducati.
49
Però non si vorrebbe alcun gabbare. Costei ingannò Biagio, com'è detto; ma Biagio seppe ivi sí ben fare, che gabbò lei, come fosse un valletto. E' però non si vuol d'alcun fidare, come si vede di molti l'effetto, che si son molti di qualcun fidati, sí che dipoi son rimasti ingannati.
50