CLEMENZIA. Aspettate, ch'io scendo.
FLAMMINIO. Com'ell'ha aperto l'uscio, entra dentro; e mira se vi è; e chiamami.
CRIVELLO. Lasciate fare a me.
CLEMENZIA. Che dite, signor Flamminio?
FLAMMINIO. Che fai, in casa, del mio ragazzo?
CLEMENZIA. Che ragazzo? E tu dove entri, prosuntuoso? vuoi intrare in casa mia per forza?
FLAMMINIO. Clemenzia, al corpo della sagrata, intemerata, pura, se tu non mel rendi…
CLEMENZIA. Che volete ch'io vi renda?
FLAMMINIO. Il mio ragazzo che s'è fuggito in casa tua.
CLEMENZIA. In casa mia non vi è servidor nissun vostro; ma sí bene una serva.