SPELA. Sí, per Dio! ché la gioia è bella, almanco.

GHERARDO. Tace, bestia, ché non lo dico per cotesto, io, no.

SPELA. Perché lo diceste adunque?

GHERARDO. Perché arei tante volte abbraciata, baciata e tenuta in collo la mia Lelia dolce, di zuccaro, d'oro, di latte, di rose, di non so che mi dire.

SPELA. Oh! ohu! Padrone, andiamo a casa. Sú! presto!

GHERARDO. Perché?

SPELA. Voi avete la febbre e vi farebbe male lo star qui a questa aria.

GHERARDO. Io ho il malan che Dio ti dia. Che febbre! Io mi sento pur bene.

SPELA. Dico che voi avete la febbre: lo conosco ben io, certo; e grande.

GHERARDO. So ch'io mi sento bene.