AGIATO. Io dico che i dottori, i giudici, i frati virtuosi, tutti vengono alla mia insegna.

FRULLA. Ed io vi dico che passan pochi giorni che qualcun di quelli che sono alloggiati allo «Specchio» non eschino fuore e non venghino a star con me.

FABRIZIO. Maestro, che faremo?

PEDANTE. Etiam atque etiam cogitandum.

STRAGUALCIA. O corpo mio, fatti capanna; ch'io so che, per una volta, alzarò il fianco.

PEDANTE. Io penso, Fabrizio, che noi aviam pochi denari.

STRAGUALCIA. Maestro, io ci ho veduto un figliuol dell'oste bello come uno angiolo.

PEDANTE. Orsú! Stiam qui. In ogni modo, tuo padre, se lo troviamo, pagará l'oste.

STRAGUALCIA. Parti che 'l cimbel fusse a tempo per far calare il tordo? Io ho giá bevuto tre volte e ho detto una. Io non mi partirò di cucina, ch'io assaggiarò ciò che v'è; e poi dormirò intorno a quel buon fuoco. E cancar venga a chi vuol far robba!

AGIATO. Ricordati, Frulla, che tu me n'hai fatte troppo e, un dí, ci spezzarem la testa; e bene.